Ragusa. Sigarette dalla Tunisia, carabinieri denunciano madre e figlio

Ragusa, martedì 27 ottobre 2015. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Ragusa hanno denunciato due persone per contrabbando di tabacchi e sequestrato più di trecentosessantasei pacchetti di sigarette di diverse marche.

Verso le ore cinque del pomeriggio di ieri, un’autopattuglia in servizio di controllo del territorio stava svolgendo un posto di blocco sulla strada provinciale 85 che va da Scoglitti a Santa Croce Camerina, nei pressi del noto villaggio vacanze, quando i due militari hanno visto sopraggiungere una monovolume il cui conducente, alla vista dell’auto rossa e blu, aveva un’impercettibile reazione incontrollata, rallentava bruscamente, salvo poi, immediatamente dopo continuare la propria corsa.

Ai due militari il particolare non è sfuggito e, mostrata la paletta, hanno fatto accostare l’automobilista sospetto, un 21enne tunisino residente a Santa Croce, con a bordo la propria madre 46enne e la sorella 18enne.

I due militari hanno quindi identificato i tre e verificato i documenti dell’auto. Dal controllo del documento della madre alla banca dati delle forze di polizia, hanno scoperto tre cose molto importanti per l’esito dell’attività, ovvero che i tre venivano dal porto di Palermo, ove erano arrivati dalla Tunisia, che l’auto era intestata a un tunisino (padre del conducente) che i CC di Santa Croce avevano denunciato un paio d’anni or sono poiché vendeva clandestinamente sigarette nel proprio negozio di alimentari e infine che la madre aveva subito in passato una denuncia per contrabbando di tabacchi.

I carabinieri decidevano quindi di procedere a immediata perquisizione delle persone e del veicolo, sospettando portassero sigarette. L’auto sembrava pulita, sennonché, i due militari hanno trovato qualche difficoltà a spostare la sorella dal sedile posteriore poiché non era in grado di alzarsi per una patologia. Tale lungaggine ha fatto pensare ai carabinieri che il giovane e la madre volessero celare qualcosa sotto il sedile posteriore.

E così è stato, riusciti a far spostare la ragazza, hanno alzato il sedile e sotto hanno trovato una valigia blu e una scatola di cartone completamente pieni di pacchetti di sigarette di marche straniere e italiane. I tre e l’auto sono subito finiti in caserma a Ragusa dove le “bionde” sono state contate, 366 pacchetti da 20, e pesate per più di sette chilogrammi (la legge prevede che per quantitativi superiori ai dieci chilogrammi si possa procedere all’arresto).

A questo punto, richiesto l’ausilio dei militari della Guardia di finanza (solo le fiamme gialle, infatti, sono ufficiali e agenti di polizia tributaria e possono procedere al sequestro nei casi di contrabbando), si è proceduto a sequestrare i tabacchi e a deferire la coppia all’Autorità giudiziaria Iblea per il reato di contrabbando di tabacchi lavorati esteri in concorso.

La legge prevede come sanzione, sotto i dieci chili, la multa di 5 euro per sigaretta. Considerando i 366 pacchetti da 20, i due correi rischiano ora una multa di ben 36.600 euro. Un gioco che non vale la candela poiché i due avrebbero incassato tra i 700 e i 1.100 euro per quei pacchetti.

Le sigarette sequestrate saranno ora spedite ai Monopoli dove provvederanno anche a capire quali siano stati i flussi illeciti di tale tabacco, soprattutto vista la presenza di sigarette “made in Italy” provenienti dalla Tunisia che i carabinieri ritengono probabilmente essere false, ovvero fatte altrove e poi inscatolate con la dicitura “made in Italy”.

Nel 2014 in Europa sono stati consumati 56,6 miliardi di sigarette illegali, che rappresentato il 10,4% del consumo totale, una percentuale che si dimezza considerando solo il mercato italiano (5,6% del consumo totale) ma che non è meno preoccupante. In Italia infatti il consumo di prodotti illeciti del tabacco è cresciuto l’anno scorso del 20% rispetto al 2013 raggiungendo i 4,42 miliardi di sigarette: se il volume totale di sigarette contraffatte o contrabbandate consumato nello Stivale fosse stato acquistato legalmente, sarebbero stati raccolti ulteriori introiti fiscali pari a circa 770 milioni di euro.

Uno dei fenomeni più preoccupanti è quello delle sigarette prodotte in paesi non UE senza alcun rispetto per gli standard di qualità europei (per catrame e nicotina ad esempio) e con spesso un contenuto notevole di metalli pesanti che le rendono ancora più tossiche.

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