Reggio Calabria. Operazione antidroga della Polizia di Stato

Reggio Calabria – Alle prime ore della mattinata odierna, la Polizia di Stato ha eseguito in Calabria, Lombardia ed Emilia Romagna una vasta operazione antidroga coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Con l’ausilio dei Commissariati di Pubblica Sicurezza di Villa San Giovanni, Gioia Tauro e Siderno, dei Reparti Prevenzione Crimine “Calabria Meridionale” e “Sicilia”, nonché delle Squadre Mobili delle Questure di Milano e Piacenza, e con il coordinamento del Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine della Polizia di Stato e della Direzione Centrale Servizi Antidroga, la Squadra Mobile della Questura di Reggio Calabria ed il Commissariato di P.S. di Condofuri (RC), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il locale Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Reggio calabria, nei confronti di 23 soggetti, dei quali 17 in carcere di seguito indicati:

  1. ALAMPI Pina, nata a Frascati (RM) il 15.07.1970,
  2. ALBERTI Vincenzo Luciano, nato a Santa Teresa di Riva (ME) il 14.12.1967,
  3. ALTOMONTE Francesco Mario, nato a Reggio di Calabria il 12.09.1958,
  4. BARBUTO Liliana, nata a Reggio Calabria il 07.07.1977,
  5. BEIER Vittoria Sharon, Nata a Reggio Calabria il 27.03.1978,
  6. CANAJ Amarildo, nato a Lushnje (Albania) il 30.07.1981
  7. FALLETI Domenico, nato a Villa San Giovanni (RC) il 11.08.1958,
  8. FERRARO Alessandro, nato a Reggio Calabria il 10.07.1974,
  9. GIUFFRE’ Domenico, nato a Reggio Calabria il 27.10.1977, detenuto,
  10. IARIA Giuseppe Giorgio, nato a Reggio Calabria, il 16.02.1974,
  11. IERARDO Caterina, nata a Melito di Porto Salvo il 02.06.1979,
  12. MANDALARI Rocco,  nato il 22.10.1973, detenuto,
  13. MARINO Leonardo, nato a Condofuri il 08.12.1967, detenuto,
  14. MISSINEO Demetrio, nato a Reggio Calabria il 04.03.1979,
  15. PITARELLI Luigi, nato a Reggio Calabria il 29/09/1972,
  16. SPINELLI Francesco, nato a Reggio Calabria, il 06.04.1968,
  17. STILO Francesco, nato a Reggio Calabria il 02.09.1968,
  18. e 5 agli arresti domiciliari:
    1. BARRESI Pasquale, nato in Australia il 28.08.1965,
    2. CALABRO’ Paolo, nato a Reggio Calabria il 30.12.1968,
    3. CAFFARATA Daniela, nata a Chiavari (GE) il 24.03.1965,
    4. ROGOLINO Carmelo Santo, nato a Reggio Calabria il 01.11.1975,
    5. TAVANI Domenico, nato a Reggio Calabria il 11.09.1958.

L’operazione trae origine dalle attività investigative condotte dalla Sezione Antidroga della Squadra Mobile e dal Commissariato di Condofuri nel 2009 – con il supporto di numerosi presìdi tecnologici, sofisticate intercettazioni ambientali e telefoniche, attività operative di vigilanza ed appostamento – protrattesi fino al 2011, sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria che, concordando pienamente con le risultanze investigative evidenziate dagli Uffici della Polizia di Stato, ha richiesto al G.I.P. presso il Tribunale di Reggio Calabria l’applicazione di misure cautelari nei confronti dei soggetti sopra indicati, ritenuti responsabili di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’accusa è, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, vendita, detenzione, trasporto e cessione illecita di sostanze stupefacenti del tipo cocaina ed eroina, nonché, per MANDALARI Rocco e CANAJ Amarildo, del delitto di cui all’art. 586 c.p. (morte come conseguenza di altro delitto), per aver causato la morte di NEGRO Mario per overdose da oppiacei, come conseguenza non voluta del reato di cessione di sostanze stupefacenti. A CANAJ Amarildo è contestato anche il reato di danneggiamento.
Le investigazioni della Polizia di Stato hanno consentito di accertare l’esistenza di un ingente traffico di sostanze stupefacenti, riconducibile ad un’articolata associazione criminale con base operativa a Melito di Porto Salvo (RC) e con rete di distribuzione estesa dal versante ionico alla città di Reggio Calabria fino a Villa San Giovanni.   L’organismo apicale dell’organizzazione criminale, dotato di maggior potere commerciale e contrattuale, era rappresentato da MANDALARI-CANAJ-IERARDO e da MARINO. Costoro, agendo in perfetta simbiosi come soggetto unitario, riuscivano a piazzare sul mercato diverse partite di sostanza stupefacente. Nello specifico, MANDALARI, CANAJ e MARINO erano i capi, mentre la IERARDO collaborava strettamente con loro, fornendo supporto logistico ed organizzativo e partecipando materialmente alla distribuzione.
MANDALARI e MARINO erano stati arrestati nel maggio 2009 dal Commissariato di P.S. di Condofuri, poiché trovati in possesso di circa 40 grammi di eroina (la sostanza stupefacente era stata rinvenuta all’interno del circolo ricreativo AICS Arcipesca FISA di Melito Porto Salvo, di cui gli arrestati erano soci e gestori di fatto). Sin dalle prime battute emergeva che nell’attività di spaccio i due soggetti venivano aiutati dalla moglie del MARINO, IERARDO Caterina. Ancorché ristretto in carcere in forza di altra operazione di polizia, il MARINO continuava ad operare nel settore del narcotraffico attraverso la moglie IERARDO Caterina. Invero, l’abitazione della donna era diventato luogo d’incontro con gli altri sodali, ovvero il MANDALARI (“u piciaru) e l’albanese“Amarildo” il quale coadiuvava i trafficanti di droga, procacciando, trasportando e distribuendo la sostanza stupefacente. Sulla base degli elementio acquisiti nel corso delle indagini, lo straniero di origini albanesi veniva identificato in CANAJ Amarildo.
La droga acquistata da fornitori di Africo (RC), veniva occultata da MANDALARI e da CANAJ in luoghi ritenuti sicuri di Melito Porto Salvo (nei pressi del supermercato “LIDL” o nel sottopasso ferroviario di via Piemonte), dai quali veniva prelevata al momento della cessione.
La rete dei “puschers” era costituita da IARIA, BARBUTO, FALLETI, ALAMPI, GIUFFRE’, BEIER, SPINELLI, PITARELLI, FERRARO, MISSINEO ed ALTOMONTE. I predetti  avevano il compito di rifornire a loro volta i consumatori finali.
L’esistenza del vincolo associativo tra MANDALARI-CANAJ-IERARDO e la rete dei distributori emergeva dalle attività tecniche in cui si faceva riferimento a progetti di miglioramento ed ampliamento dei traffici, alla necessità di mantenere gli impegni commerciali presi ed al linguaggio cifrato da utilizzare al telefono (per concordare le cessioni di stupefacente eludendo eventuali attività di intercettazione), ma anche dal dato della stabilità del canale di rifornimento dal momento che i distributori acquistavano abitualmente lo stupefacente dal gruppo MANDALARI-CANAJ-IERARDO. Al fine di limitare i controlli delle forze dell’ordine, gli spacciatori stabilivano preventivamente con gli acquirenti luoghi d’incontro e i quantitativi delle cessioni di sostanza stupefacente. Anche uno squillo era sufficiente per far capire all’interlocutore cosa fare e dove andare. In caso di variazioni del programma, bastava un messaggio e gli accordi venivano subito rettificati.
Quello che a prima vista poteva sembrare la somma di episodi di spaccio isolati e non collegati tra di loro, emergerà in realtà come un collaudato e ben funzionante meccanismo di approvvigionamento e cessione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, cocaina ed eroina, anche attraverso l’utilizzo di un linguaggio convenzionale con frasi del tipo, “ci vediamo a cena” “stasera vieni a mangiare da me”, proprio per sottendere la fornitura di sostanza stupefacente.   Gli stessi “puscher” partecipavano alla struttura criminale, assumendo un ruolo specifico, funzionale alla realizzazione degli scopi della consorteria.
L’attività d’indagine, partita dal territorio di Melito Porto Salvo, si era man mano allargata a macchia d’olio, spostandosi nella città di Reggio Calabria e a Villa San Giovanni. Il monitoraggio di alcuni clienti che abitualmente si rifornivano dal MANDALARI, al fine di cedere a loro volta la sostanza stupefacente, portava all’individuazione di altre filiere di spaccio, delle quali facevano parte PITARELLI Luigi, FERRARO Alessandro, ROGOLINO Carmelo e BOUKHORS Amine. Questi ultimi, soggetti del capoluogo e già noti per i loro precedenti in materia di stupefacenti, frequentavano con assiduità Melito Porto Salvo, acquistando di volta in volta considerevoli quantitativi di stupefacenti, quantificati nell’ordine di non meno di 50 grammi per volta, da destinare in gran parte ad ulteriore cessione.
L’ultima fase dell’indagine registrava la presenza di altri personaggi (STILO Francesco ed ALBERTI Vincenzo Luciano) che, sebbene non associati, si rendevano comunque protagonisti di episodi di concorso in condotte illecite continuate in tema di spaccio di sostanze stupefacenti.   Nel corso dell’attività investigativa sono stati sequestrati diversi quantitativi di sostanze stupefacenti.   Particolarmente drammatico ed oggetto, tra l’altro, della presente indagine è l’episodio avvenuto la sera 25 aprile del 2010, allorquando una delle ennesime cessioni di sostanza da parte del duo MANDALARI-CANAJ aveva come diretta conseguenza la morte per overdose di N.M., trovato esanime all’interno di uno dei bagni di una comunità terapeutica di Pellaro (RC) con accanto una siringa, un cucchiaino e un accendino.    E’ attivamente ricercato un cittadino straniero del Nord Africa.

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