Rosario Greco condannato a 9 anni per duplice omicidio stradale.

Vittoria. 26/05/2020
Era l’undici luglio dell’anno scorso quando un suv nero (jeep) condotto da Rosario Greco, travolse e uccise due cuginetti di Vittoria: Alessio e Simone D’Antonio, 11 anni il primo, 12 il secondo, figli di due fratelli del luogo, “responsabili” di stazionare davanti alla porta d’ingresso della loro abitazione. Stamattina, la sentenza è stata letta pochi minuti prima della 12,30, Greco è stato condannato a 9 anni di reclusione per omicidio stradale duplice, aggravato dall’alterazione psicofisica per assunzione di alcool e sostanza stupefacente.
Rosario Greco è stato giudicato con la formula del rito abbreviato. Il Procuratore Fabio D’Anna, del Tribunale di Ragusa, aveva chiesto 10 anni di reclusione, dopo l’udienza preliminare davanti al Gup Ivano Infarinato. Il Gup Infarinato, si è ritirato per la decisione, poco dopo le 9, e dopo che il Pm Fabio D’Anna, ha rinunciato alla replica. Dopo tre ore di camera di consiglio, è arrivata la sentenza. Il Comune di Vittoria, i genitori delle piccole vittime innocenti e i parenti, avevano chiesto che a Rosario Greco venisse contestato l’omicidio volontario con dolo. Dopo la sentenza, i legali di Greco, gli avvocati, Nunzio e Salvatore Citrella, si sono trincerati dietro un secco -no comment-. Prima di esprimere qualunque giudizio, attendiamo di leggere le motivazioni-.
Come si ricorderà, Greco, noto pregiudicato, non era solo in auto, quando travolse e uccise i due cuginetti, ma era in compagnia di tre “compagni di viaggio, tra cui Angelo Ventura, anche questo pregiudicato.
Le reazioni dei genitori dei bambini, emozionati e straziati da un dolore che non li abbandonerà mai, sono state di profonda delusione e amarezza. – Quattro anni e mezzo per ogni bambino, per ogni vita umana spezzata a quell’età- ha detto il papà di Simone. Anche la città ha reagito male quando ha appreso la sentenza. Questo dimostra quanto sia necessario intervenire al più presto, per mettere mano su una legge, che non può confrontarsi con i tempi attuali, altrimenti, assisteremo ancora a tragedie come questa, che rimangono, se non impunite, quasi.

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