Salvatore Lo Presti autore dell’omicidio della professoressa Gianna Nobile ai domiciliari.

Vittoria. 25 gennaio 2019
Era il 15 giugno 2013, quando Salvatore Lo Presti (classe 1944) entrava nella tarda mattinata, presso la Scuola Pappalardo di Vittoria dove svolgeva la mansione di bidello. Il bidello, che già da qualche giorno dava evidenti segni di squilibrio, cercava la sua vittima designata, Gianna Nobile, docente nella stessa scuola e colpevole nella mente disturbata dell’uomo, di non ricambiare le sue attenzioni ed il suo legame affettivo.
Lo Presti portava con se una pistola semiautomatica Beretta cal. 7,65, era l’arma che aveva acquistato quando lavorava come metronotte; con se aveva pure un calzino pieno di munizioni. Era andato a scuola, Lo Presti, deciso a commettere una strage, vendicarsi quindi delle umiliazioni che riteneva, nella sua mente malata, di aver subito. Trovata subito la professoressa Nobile, non ha esitato un solo minuto a fare fuoco da breve distanza, sei colpi in tutto, quattro hanno centrato il corpo dell’incolpevole insegnate, il quinto colpo, stando all’ogiva successivamente ritrovata all’interno della borsa della stessa, l’ha mancata per pochi centimetri, mente l’ultimo colpo ha colpito il muro retrostante. Il lo Presti con la pistola ancora in mano, è stato bloccato da un altro bidello presente che ha anche avvertito la polizia del locale commissariato. L’intervento della polizia è stato quasi immediato e, mentre la povera professoressa veniva soccorsa inutilmente, visto che è deceduta dopo pochissimo tempo, il bidello è stato immobilizzato e ammanettato. In tasca aveva ancora il pedalino pieno di munizioni, segno questo, che probabilmente avrebbe potuto uccidere altre persone.
Convalidato l’arresto, dopo la confessione resa in commissariato e ristretto presso il carcere di Ragusa, Lo Presti, incontrava il difensore di fiducia, avvocato Giovanni Mangione, nominato proprio nella casa circondariale.
L’avvocato dopo il colloquio con il suo assistito, riferì che aveva avuto la netta la sensazione di trovarsi di fronte ad un soggetto affetto da una qualche patologia psichiatrica e chiedeva il rito abbreviato subordinato alla perizia psichiatrica sull’imputato per determinarne l’effettiva capacità di intendere e volere al momento dell’omicidio.
Il GIP ammetteva il rito abbreviato condizionato e nominava come perito il Dott. Vincenzo Gulino, psichiatra di Ragusa che diagnosticava -una personalità gravemente disturbata, complicata da spunti deliroidi a contenuto erotomaniaco e persecutorio-rivendicativo, ed uno stato di sofferenza organica cerebrale, che configura senza dubbio alcuno, uno stato di infermità psichica che ha grandemente scemato la capacità di intendere e volere nel momento in cui ha commesso il fatto” (semi infermità mentale). –
Considerata quindi la diminuente della semi infermità mentale, veniva condannato alla pena di sedici anni e otto mesi di reclusione, pena confermata anche in appello.
Durante la detenzione, in più cerceri, il bidello ha avuto più volte bisogno di cure mediche e in una occasione, stando a quanto dichiarato dai medici che lo hanno soccorso e curato, ha rischiato di morire per il suo precario stato di salute.
A quel punto, con una nota esplicativa che ci ha fatto avere il suo avvocato di fiducia, Giovanni Mangione, questo ultimo, non ha chiesto la scarcerazione del suo assistito, ma ha chiesto se le sue condizioni di salute, fossero compatibili con lo stato di detenzione.
Ricevuta la conferma che l’uomo non era in condizioni di continuare a rimanere recluso, è stata inoltrata richiesta di scarcerazione.
In data 11 gennaio 2019, il magistrato di sorveglianza, ha deciso che l’uomo venisse scarcerato e ammesso alla detenzione domiciliare provvisoria e subordinata alle valutazioni del competente magistrato di sorveglianza del Tribunale di Siracusa.
In sintesi il magistrato scrive, che in considerazione del quadro clinico complessivo del recluso, sottoposto tra l’altro ad intervento di rivascolarizzazione e di un impianto quadruplo di by pass, e rilevato che opportuna, nelle condizioni descritte, appare la concessione dei domiciliari, visto l’articolo 47 ter OP L. 354/75 come modificato dalla L. 165/98, concede al Lo Presti, l’autorizzazione alla detenzione presso la sua abitazione di Vittoria.

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