Savigliano. Sgominata banda rapinatori che agiva in Piemonte e Lombardia

3 misure cautelari eseguite e 6 rapine in banca scoperte, 2 sono già reo confessi

L’indagine, che sin dalle prime battute è stata denominata “I Professionisti”, è inziata nel mese di giugno del 2014 dopo che, nell’arco di sole 48 ore, a Caramagna Piemonte (CN) e Monasterolo di Savigliano (CN) erano state perpetrate due rapine in banca.
I rapinatori avevano agito indisturbati, ostentando particolare sicurezza e profesionalità:
il 9 giugno 2014, alle 15.30 si introducevano nella filiale di Caramagna Piemonte della Banca Credito Cooperativo di Cherasco, armati di pistola e di un coltello, facendosi consegnare 11.700,00 € in contanti;
l’11 giugno 2014, sempre alle 15.30 si introducevano nella filiale di Monasterolo di Savigliano della Banca Cassa di Risparmio di Savigliano, armati di pistola e coltello, facendosi consegnare 41.627,00 € in contanti.
Per modalità di esecuzione, grazie anche alle testimonianze e con l’ausilio delle immagine registrate dalla videosorveglianza delle banche coinvolte, si intuiva da subito che il gruppo criminale era sempre lo stesso. In particolare emergeva che i rapinatori utilizzavano parrucche e finti occhiali da vista per celare le proprie fattezze, segno evidente che si travva di soggetti noti alle FF.PP.
In pochi giorni i militari della Compagnia di Savigliano, grazie ad un intescambio informativo con altri reparti dell’Arma, avviavano complesse attività investigative sino a giungere all’identificazione di uno dei presunti rapinatori: PRUITI CIARIELLO Basilio, 60enne da Torino. In effetti, mentre le indagini proseguivano grazie all’utilizzo di speciali sistemi informatici, si aveva la certezza che il PRUITI fosse l’autore di entrambe le rapine e, alla fine del mese di agosto, nei suoi confronti veniva emessa una misura della custodia cautelare in carcere. L’uomo veniva rintracciato a Torino trovato in possesso di numerosi cellulari intestati a “prestanome” inesistenti, di un sistema radio utile alla captazione di microspie, una pistola giocattolo e un telefono a lui in uso dotato di un particolare sistema di schermatura. Visto che  era uscito da pochi mesi dal carcere, dove aveva scontato una lunga pena per di rapina aggravata, si identificavano i detenuti che, con lui, avevano soggiornato nella stessa cella. Tra questi emergeva un albanese condannato proprio per rapina che risultava espulso dall’Italia con divieto di ritorno nel territorio nazionale per 10 anni.
Dopo numerosi servizi di pedinamento e osservazione, con l’ausilio di sofisticate tecnologie, si identificava come l’autore delle due rapine l’albanese KALTHI Argys 34enne già residente a Torino. Nei suoi confronti veniva emessa una misura cautelare in carcere. L’albanese veniva rintracciato a Torino e trovato in possesso di documenti falsi intestati ad un cittadino rumeno.
I dati a quel punto acquisiti e le rilevanze investigative sviluppate a seguito della cattura dei due rapinatori portavano al terzo loro complice MECCA Vincenzo 64 enne da Carmagnola (TO), arrestato anche lui su ordinanza di custodia cautelare in carcere.

L’uomo veniva rintracciato in carcere ad Asti dove era detenuto per aver commesso altre rapine nel Torinese. Sul personaggio in questione è emerso un ulteriore dettaglio di rilievo e cioè che aveva già rapinato la banca di Caramagna Piemonte nel 2008, con le stesse modalità, ma con altri complici e, in quella circostanza, era stato condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Si scopriva, inoltre, che il pregiudicato aveva commesso le due rapine mentre era sottoposto alla misura della sorveglianza speciale.
A seguito di ulteriori indagini, condotte unitamente ai carabinieri della Compagnia di Bra (CN) e di Vigevano (PV), i tre venivano ulteriormente riconosciuti autori di altre quattro rapine ai danni delle seguenti banche:

1. Cassa di Risparmio di Bra nel corso della quale venivo asportati 26.575,00 € avvenuta in Ceresole d’Alba (CN) il 15 Luglio 2014 alle ore15.30;
2. Banca Popolare di Vicenza di Castello D’Agogna (PV) nel corso della quale veniva asportata la somma di 170,00 €, i rapinatori non riuscivano ad asportare il contenuto delle casseforti per l’attivazione del sistema di allarme da parte di uno dei dipendenti, alle ore 12.10.
3. Banca Cassa di Risparmio di Bra, sita in Bra (CN) frazione Bandito, rapinata non portata a termine per la prontezza di un dipendente che non faceva entrare i rapinatori all’interno dell’istituto di credito, il 25 Luglio 2014 alle ore 15.20.
4. Cassa di Risparmio di Bra nel corso della quale veniva asportata la somma di 13.700,00 €, perpetrata a Montà d’Alba (CN)  il 1 agosto 2014 ore 14.45.

Per tutti questi reati veniva emessa, a seguito di ulteriori indagini, una nuova misura cautelare in carcere nei confronti dei tre pregiudicati che veniva eseguita presso le carceri di Alessandria, Torino e Cuneo lo scorso mese di luglio. Tra i vari reati contestati dovranno rispondere della ricettazione di un autoveicolo rubato, utilizzato per compiere i delitti.
Due di loro, a seguito dell’esecuzione delle misure cautelari, hanno ammesso tutti gli addebiti a loro contestati.

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