Sbarcati a Pozzallo 674 migranti divisi su tre natanti

Fermati i 2 cittadini eritrei che hanno condotto un barcone in legno con 450 migranti. Durante il viaggio era nato il figlio di una donna somala; purtroppo dopo poche ore dal parto è deceduto sulla nave dei soccorritori. La madre è tuttora ricoverata per accertamenti ed ha riferito agli investigatori quanto accaduto. Anche secondo altri testimoni, nulla è addebitabile alla condotta degli scafisti.
56 i fermati nel 2017 (5 minori); 200 i fermati del 2016 (29 minori).
L
a Polizia di Stato è ancora impegnata a gestire il trasferimento dei migranti giunti in queste ultime ore, presso le strutture individuate sul territorio nazionale dalla Prefettura di Ragusa.
Nel 2017 presso l’Hot Spot di Pozzallo hanno già fatto ingresso 3.392 in occasione di 20 approdi; nel 2016 erano arrivati 18.488 migranti in occasione di 56 sbarchi.

POZZALLO – La Polizia a seguito dello sbarco di ieri ha raccolto gravi indizi di colpevolezza a carico di HAILE Yemane, nato in Eritrea il 01.01.1979 e TAGHLET Yohanas, nato in Eritrea il 01.01.1978.
Secondo i testimoni sono loro che hanno condotto le imbarcazioni partite dalle coste libiche. I responsabili del delitto previsto dall’art. 12 D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, concorrevano con altri soggetti presenti in Libia al fine di trarne ingiusto ed ingente profitto, compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I migranti provenienti dal centro Africa sono stati ospitati presso l’Hot Spot di Pozzallo per essere visitati, identificati e trasferiti in altri centri.

MODALITA’ DI SOCCORSO IN MARE

Alle ore 16:51 del giorno 26.06.2017 l’unità navale “SPS VITTORIA” (Marina Militare spagnola), in qualità di coordinatrice dei soccorsi in area SAR, disponeva all’unità navale “COMANDANTE FOSCARI” della Marina Militare italiana di procedere al soccorso dei migranti che viaggiavano a bordo di una grande imbarcazione in legno.

Alle successive ore 17:01 la nave “COMANDANTE FOSCARI” avvistava l’imbarcazione segnalata, ed accertava trattarsi di una barca in legno di colore blu della lunghezza di circa 30 metri. In considerazione dell’elevato numero di migranti a bordo e delle scarse condizioni di galleggiabilità, veniva dichiarato evento SAR e, pertanto, la nave “COMANDANTE FOSCARI” dava inizio al trasbordo dei migranti. Durante le operazioni di trasbordo dei migranti della barca in legno, la nave “COMANDANTE FOSCARI” veniva inviata in altri vicini punti di mare al fine di effettuare il soccorso ed il trasbordo di altri due natanti in condizioni di galleggiabilità ancora peggiori della barca in legno che stavano già soccorrendo. Nell’area interessata dalle operazioni SAR agivano complessivamente tre unità di soccorso. Dopo aver effettuato il trasbordo di parte dei migranti di altri due eventi SAR (rispettivamente un’altra barca in legno ed un gommone), la nave “COMANDANTE FOSCARI” riprendeva il trasbordo dei migranti della prima barca in legno, completando le operazioni alle successive ore 23:00. Durante le fasi di soccorso in acque internazionali la nave “COMANDANTE FOSCARI” riceveva dalla nave “FIORILLO CP 904” della Guardia Costiera Italiana una donna ed un neonato appena partorito. Alle successive ore 20:46 il neonato cessava di vivere per sopraggiunto arresto cardiocircolatorio.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Particolarmente delicate le fasi di arrivo della salma del piccolo nato a bordo di una delle barche in legno soccorse. La Polizia di Stato si è occupata, tra le altre cose, dell’invio della salma presso l’ospedale di Modica dove il neonato è stato sottoposto ad ispezione da parte del medico legale. Tutte le fasi sono state seguite dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Scientifica.

Il lavoro degli agenti della Polizia è sempre molto difficile in quanto bisogna far conciliare le esigenze di ordine pubblico, quelle di Polizia Giudiziaria ed ovviamente l’assistenza ai migranti appena sbarcati che resta prioritaria.

Il Funzionario della Polizia di Stato, dirigente del servizio di Ordine e Sicurezza Pubblica, con a disposizione decine di uomini, ha dovuto poi coordinare, le immediate partenze, i trasferimenti dall’Hot Spot ad altre regioni di centinaia di migranti, in piena sinergia con i funzionari della Prefettura che coordinano la “macchina” dell’accoglienza.

Le operazioni di sbarco non hanno fatto registrare criticità ed è stata prestata la massima attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche, in particolar modo diverse donne incinte e minorenni.

Alle procedure hanno partecipato 30 Agenti della Polizia di Stato ed altri uomini appartenenti alle Forze dell’Ordine ed all’Esercito Italiano, così come gli Enti inviati dalla Prefettura di Ragusa, Protezione Civile, Croce Rossa Italiana e medici dell’A.S.P. per le visite mediche.

Le attività dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato risultano sempre complesse, dovendo essere espletate in tempi ristretti numerose incombenze, così da permettere un immediato invio dei migranti in idonee strutture d’accoglienza individuate dalla Prefettura in base ad un articolato piano di riparto nazionale del Ministero dell’Interno.

La Polizia Scientifica ha lavorato consequenzialmente senza sosta per le operazioni di preidentificazione e fotosegnalamento, in considerazione dei nuovi arrivi. Si sta procedendo al fotosegnalamento dei migranti sbarcati ed al loro trasferimento ad operazioni ultimate, da parte degli uomini della Polizia di Stato che lavorano senza sosta.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota della Guardia di Finanza ed una dei Carabinieri, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto 2 scafisti a distanza di pochissime ore dall’approdo della nave italiana.

In questa occasione le indagini sono state particolarmente complesse, non solo perché contemporaneamente bisognava investigare su tre distinti natanti soccorsi, ma soprattutto per individuare subito se vi fossero responsabilità penali in ordine alla morte del piccolo nato a bordo.

Proprio gli eventi più traumatici rendono le indagini più complesse, in quanto psicologicamente tutti i migranti sono meno disposti a dialogare. La Polizia, ormai esperta nella gestione di eventi di questo tipo, ha assistito i migranti e, grazie al supporto reso dagli interpreti, dopo poche ore è stata conquistata la fiducia dei passeggeri.

Grazie alle loro testimonianze, così come quelle rese dalla madre appena sbarcata e condotta in ospedale per accertamenti, è stato possibile accertare quanto accaduto. La donna di origini somale si trovava a bordo di un’imbarcazione in legno e durante la traversata ha spontaneamente partorito. A bordo vi era un sedicente medico ed alcune migranti che hanno assistito la puerpera durante il parto. Il bambino non appena nato aveva difficoltà respiratorie e nonostante il soccorso avvenuto 30 minuti dopo il parto, dopo poche ore cessava di vivere per arresto cardiocircolatorio.

Dopo aver appurato che l’evento morte del neonato non fosse collegato con la condotta degli scafisti, gli investigatori si concentravano nel ricercare gli scafisti ed in questo caso sono stati individuati 2 cittadini eritrei. La presenza, esclusivamente, di cittadini eritrei a bordo della barca sottoposta ad indagine, rende particolarmente difficile l’individuazione degli scafisti poiché i migranti della stessa nazionalità temono ritorsioni in caso di dichiarazioni testimoniali rese alla Polizia.

Con professionalità e determinazione gli operatori di Polizia, dopo meno di 6 ore dall’avvenuto approdo e sbarco dei migranti, hanno individuato gli scafisti responsabili di aver condotto la barca in legno previ accordi con i membri delle organizzazioni libiche.

Al termine delle indagini, gli scafisti sono stati associati presso la casa circondariale di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Ragusa competente territorialmente.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia Giudiziaria, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto il responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa, gli investigatori hanno infatti ristretto gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione. Sono ormai quotidiane le udienze di incidente probatorio e quelle che portano alla condanna degli scafisti, rispettivamente per la ulteriore cristallizzazione in sede processuale della prova anche ai fini dibattimentali. Al riguardo molte le sentenze di condanne dell’Autorità Giudiziaria.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2017 sono 56 gli scafisti fermati in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati 200 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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