Sbarco di 1.020 migranti a Pozzallo: 2 gli scafisti fermati

Ogni scafista ha condotto un barcone in legno con circa 500 persone, molte delle quali minori (40 i neonati). 51 gli scafisti individuati nel 2015 a Pozzallo, 200 nel 2014.
Oggi verranno trasferiti in centinaia dalla struttura del C.P.S.A di Pozzallo verso altri centri già individuati dalla Polizia di Stato di Ragusa.

Ragusa, 01 giugno 2015 – Indagini di Polizia lunghe ed estenuanti ma il risultato è stato raggiunto. 2 i fermati di questa notte a Pozzallo: AJROUD Adil nato in Tunisia il 23.11.1974 e BENMBAREK Hamza, nato in Tunisia il 20.06.1989.
Sono stati sottoposti a fermo di  Polizia Giudiziaria in quanto responsabili di aver condotto il peschereccio dalle coste libiche fino a quando non sono stati soccorsi da un’unità navali della Marina Militare così come loro speravano ed avevano programmato.
I responsabili del delitto previsto dagli artt. 416 C.P. e 12  D.Lgs.vo 25.7.1998 nr. 286, si associavano con altri soggetti presenti in Libia al fine trarne ingiusto ed ingente profitto compiendo atti diretti a procurare l’ingresso clandestino nel territorio dello Stato di cittadini extracomunitari. Il delitto è aggravato dal fatto di aver  procurato l’ingresso e la permanenza illegale in Italia di più di 5 persone; perché è stato commesso da più di 3 persone in concorso tra loro; per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale delle persone esponendole a pericolo per la loro vita e incolumità ed inoltre per aver procurato l’ingresso e la permanenza illegale le persone sono state sottoposte a trattamento inumano e degradante.

I FATTI

Alle ore 06.38 del 29.05.2015 la nave “Spica”, della Marina Militare Italiana, ha intercettato un’imbarcazione clandestina con a bordo un cospicuo numero di migranti clandestini. Alle ore 08.40 l’unità di intervento, giunta in prossimità del punto di mare segnalato avvistava otticamente l’imbarcazione clandestina. Alle ore 09.00, valutate tutte le condizioni, fatti questi che lasciavano presumere fondato il pericolo per la vita dei migranti clandestini, la nave Spica dichiarava l’evento SAR. Nei momenti successivi ed esattamente alle ore 09.10 veniva posta in essere ogni condotta da parte dell’equipaggio dell’unità militare tesa alla salvaguardia della vita umana in mare. Si procedeva, al trasbordo di tutti i clandestini sulla nave Spica; a conclusione delle attività i migranti tratti in salvo risultavano essere 512 soggetti di cui 356 uomini, 130 donne e 26 minori nella stragrande maggioranza di nazionalità eritrea. Tra i predetti vi erano anche alcuni cittadini siriani e due palestinesi. A conclusione di tale attività l’equipaggio della nave militare, accorgendosi della presenza in mare di altra imbarcazione clandestina, effettuava analogo intervento a favore degli occupanti di quest’ultima che venivano anch’essi trasbordati sull’unità predetta. Le persone recuperate in questo caso risultavano in numero di 507 che venivano anch’esse trasbordate sul convoglio militare ed aggiunte alle persone in precedenza tratte in salvo per un totale di 1020. Su precise disposizioni, la nave “spica” giungeva nella rada del porto di Pozzallo alle ore 14.20 del 30.05.2015. L’utilizzo di un rimorchiatore di stanza nel porto di Pozzallo serviva per il trasferimento dopo svariati viaggi dei clandestini sulla banchina del medesimo sito. A causa dell’elevato numero di migranti sbarcati, molti venivano trasferiti immediatamente in altro centro e gli altri ospitati al C.P.S.A. di Pozzallo.

ORDINE PUBBLICO ED ASSISTENZA

Imponente servizio di Ordine Pubblico predisposto dalla Questura di Ragusa i considerazione dell’elevato numero di migranti arrivato in una sola occasione.
Decine di uomini coordinati dal Funzionario della Polizia di Stato responsabile del servizio per le fasi di sbarco. Solo grazie al loro impegno,  dopo diverse ore dall’arrivo dei migranti, tutti venivano ospitati rapidamente al centro di primo soccorso ed accoglienza di Pozzallo per i casi più urgenti, mentre gli altri trasferiti direttamente in altri siti.
Oggi continuano i trasferimenti verso altri centri dei migranti sbarcati in questi giorni.
Le operazioni di sbarco non hanno avuto alcuna battuta d’arresto nonostante le difficoltà logistiche legate ai grandi numeri.
Massima l’attenzione verso i soggetti che avevano bisogno di cure mediche e per i bambini, molti dei quali neonati (40 circa).
Alle procedure partecipavano 60 Agenti della Polizia di Stato ed altri operatori delle Forze dell’Ordine, la Protezione Civile, la Croce Rossa Italiana ed i medici dell’A.S.P. per le visite mediche.
Il lavoro dell’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato è molto complesso e deve essere espletato in tempi ristretti così da permettere un immediato invio degli ospiti in strutture d’accoglienza.
La Polizia Scientifica lavora senza sosta per le operazioni di fotosegnalamento in considerazione dei nuovi arrivi. In tempi record sono stati identificati centinaia di migranti approdati, così da poterli trasferire prima possibile.
In questo momento si procede all’identificazione degli ultimi migranti sbarcati sabato al Porto di Pozzallo, e la Polizia di Stato ha già predisposto il trasferimento con ordinanza del Questore di Ragusa di centinaia di ospiti.

LE INDAGINI

Gli uomini della Polizia di Stato – Squadra Mobile Questura di Ragusa – con la partecipazione di un’aliquota di Carabinieri ed una della Sez. Op. Nav. della Guardia di Finanza, dopo diverse ore di indagini hanno individuato i due scafisti responsabili di aver condotto i due pescherecci carichi di migranti.
L’attività di Polizia, sin dai primi istanti era rivolta verso alcuni nord africani presenti a bordo dei pescherecci soccorsi, senza tralasciare tutti gli altri soggetti.
Effettivamente, l’esperienza investigativa e le immediate indagini hanno permesso di appurare con assoluta certezza che i due pescherecci, con un identico copione, erano salpati dalla Libia in direzione dell’Italia. Entrambi i natanti avevano per comandante due tunisini che avevano raggiunto un accordo con i libici prima della partenza.
Sono in tanti i cittadini provenienti dalla Tunisia, solitamente con esperienza nel settore navale, pronti ad “arruolarsi” tra le fila degli organizzatori libici pur di guadagnare circa 3.000 dollari per condurre un peschereccio.
I poliziotti già all’arrivo in banchina dei migranti avevano capito subito che quei due tunisini andavano tenuti sotto controllo, difatti venivano subito isolati dal resto dei migranti.
Questa mossa ha permesso di ottenere l’’immediata fiducia e quindi collaborazione dei migranti. Averli isolati li ha resi tranquilli e disponibili nel rendere dichiarazioni testimoniali di quanto accaduto nei due diversi viaggi.
Seppur si è trattato di due diverse organizzazioni libiche il modus operandi è stato identico.
Nonostante i tentativi di far rendere confessione ai due scafisti, nulla è stato possibile, si sono chiusi in un totale silenzio, asserendo di essere migranti come tutti gli altri, elemento ricorrente tra chi non vuole assumersi la responsabilità.
Adesso la loro mancata confessione costerà caro in sede di giudizio, in quanto l’Autorità Giudiziaria Iblea tiene molto in considerazione chi rende confessione agli investigatori di Polizia.
I migranti hanno riferito di aver pagato mediamente 2.000 dollari, quindi gli organizzatori hanno potuto incassare circa 2.000.000 di dollari per gli oltre 1.000 migranti giunti.

LA CATTURA

Le indagini condotte dalla Polizia, hanno permesso anche questa volta di sottoporre a fermo di indiziato di delitto i responsabili del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Al termine dell’Attività di Polizia Giudiziaria coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa gli investigatori hanno catturato gli scafisti che dopo le formalità di rito e l’identificazione da parte della Polizia Scientifica sono stati condotti presso il carcere di Ragusa a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea impegnata in prima linea sul fronte immigrazione, considerato che dopo il fermo iniziano tutte le fasi processuali particolarmente complesse.

BILANCIO ATTIVITA’ DELLA POLIZIA

Nel 2015 sono 51 gli scafisti fermati su altrettanti sbarchi in provincia di Ragusa. Lo scorso anno sono stati arrestati circa 200 scafisti dalla Polizia Giudiziaria. Inoltre, sono in corso numerose attività in collaborazione con le altre Squadre Mobili siciliane della Polizia di Stato (coordinate dal Servizio Centrale Operativo della Direzione Centrale Anticrimine) al fine di permettere scambi informativi utili per gestire indagini sul traffico di migranti dalle coste straniere a quelle Italiane.

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