Sequestrati al porto di Pozzallo oltre 1.000 cardellini destinati al commercio clandestino

POZZALLO – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Ragusa, in data 19 ottobre 2016, hanno fermato al Porto di Pozzallo un veicolo diretto a Malta con a bordo, ben occultati, oltre 1.000 cardellini appartenenti alla specie protetta dei fringillidi.

L’ispezione accurata del mezzo, a cura dei militari della Tenenza di Pozzallo unitamente a personale della Sezione Operativa dell’Agenzia delle Dogane, è scattata quando l’uomo alla guida, richiesto di esibire la documentazione di scorta al materiale trasportato, ha cominciato a manifestare segni di evidente nervosismo.

I volatili sono stati rinvenuti, in pessime condizioni igieniche, all’interno di un doppio fondo situato sotto il cassone del mezzo, rinchiusi in anguste gabbie di plastica che normalmente si utilizzano per gli ortaggi e la frutta. Il conducente non è stato in grado di esibire alcuna documentazione attestante la specie, la provenienza e il legittimo possesso.

Con la collaborazione della Ripartizione Faunistico-Venatoria di Ragusa, gli uccellini, come previsto dalle disposizioni di legge e dalla Convenzione di Washington (CITES) sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione, sono stati tutti liberati all’interno di un’area faunistica protetta nel territorio di Scicli, dove gli esemplari potranno nuovamente ritrovare il loro habitat naturale.
In tale circostanza, è stato appurato il decesso di 60 esemplari, mentre altri 8, gravemente feriti, sono stati affidati ad un struttura riabilitativa.

Secondo una stima, gli uccellini destinati al commercio illegale avrebbero fruttato sul mercato un guadagno di oltre 150.000 euro.

Il responsabile, A.B. calabrese di anni 44, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Ragusa per i reati di maltrattamento, uccisione, detenzione di specie protette e ricettazione.

Il veicolo utilizzato per il trasporto è stato posto sotto sequestro e messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

L’operazione di servizio si inquadra nell’ambito di un dispositivo permanente di contrasto ai traffici illeciti, che prevede un’intensificazione dei controlli presso i porti e gli aeroporti su scala nazionale.

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