Sicilia. Da occidente a oriente piromani in azione.

Sicilia, 17 maggio 2020
Da Trapani a Capo Passero, attraversando tutta la Sicilia, ignobili e squallidi piromani stanno distruggendo quel poco che resta, in questa nostra Isola, tra piante ad alto fusto e macchia mediterranea. Ogni anno la stessa storia, una tragedia che si ripete in danno di tutti i siciliani, compresi coloro i quali innescano le micce per accendere il fuoco, ovviamente innescato nelle giornate torride in cui soffia il vento di scirocco che lo alimenta, rendendolo incontrollabile.
Da tre giorni soffia il vento di scirocco, e da tre giorni, guarda caso, i nostri boschi, le nostre campagne, bruciano inesorabilmente, anche in tempo di Coronavirus, un nemico sconosciuto che ha seminato e sta continuando a seminare morti in tutto il mondo. Avremmo dovuto imparare, che questi gesti vili, equiparabili a quelli degli adulti che si accaniscono contro i bambini, o a quelli degli uomini (si fa per dire) che scatenano le loro reazioni incontrollate contro le donne, mogli, compagne, amiche, con cui vivono, non servono a nulla, soprattutto quando i soldi, il potere, non possono fronteggiare il rischio di un virus che aggredisce, uccide e si sposta in cerca di altre vittime.
Ma noi non abbiamo imparato nulla, e dire che quanto accaduto e quanto accade, è chiaro, non va interpretato, va solo subito, nessuno, nemmeno i potenti della terra, sono riusciti, fino ad ora, ad evitare guai per loro e per i popoli che governano.
Incendi a Palermo, incendi, nel trapanese, incendi ad Acate, dove, un deposito di tubi di gomma, è andato a fuoco, ovviamente non per virtù dello Spirito Santo, scatenando nell’aria, una vera e propria bomba di diossina. La valle dell’Ippari, stanotte è stata aggredita dalle fiamme, difficili da domare, a causa del fortissimo vento che per tutta la notte ha soffiato.
Tutto ciò, a chi giova? Chi trae vantaggio da questa distruzione difficilmente recuperabile?
Ce lo chiediamo da anni, ancora non abbiamo risposte, ma i vigliacchi continuano ad agire nell’ombra, come tutti i vigliacchi, vili e meschini.

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