Tentato omicidio. I Carabinieri del Nucleo Operativo di Petilia eseguono una misura cautelare.

PETILIA – Sono state motivazioni di carattere sentimentale ad aver spinto Rizzuti Salvatore. cl. 90, giovane petilino incensurato, ad impugnare un coltello da cucina ed a colpire un altro giovane petilino, Garofalo Luigi Antonio cl. 88 al viso ed al torace. Ma andiamo con ordine.

Era la sera di Venerdì 10 giugno, sul campo si affrontavano Francia e Romania, sfida valevole per i campionati europei, quando, mentre buona parte degli italiani era davanti ai televisori a guardare il match, la vittima, studente universitario, che attualmente vive a Rende (CS), e che era tornato per stare con la famiglia e con gli amici d’infanzia per il week end, veniva affrontato dal suo carnefice. Pare che gli stessi, già in passato, avessero avuto delle discussioni inerenti la contesa di una stessa donna; era da mesi, quindi, che tra i due non correva buon sangue. Quel venerdì sera, dopo un primo scontro verbale, verificatosi nella centralissima piazza S. Francesco di Petilia Policastro, il Rizzuti entrava all’interno del bar di proprietà del padre, impugnava un grosso coltello da cucina, seguiva la sua vittima, che intanto era salita a bordo della propria autovettura, e tentava di ucciderlo, cercando dapprima di affondare la lama alla gola, cosa non concretizzatasi grazie ai riflessi della vittima che parava i colpi che comunque lo attingevano al viso ed alle mani, e poi, dopo che la vittima stessa si accasciava sul sedile lato passeggero, di colpirlo con tre fendenti al torace. Fortunatamente, il giovane, mentre veniva colpito, riusciva ad ingranare la marcia ed a fuggire, mettendosi così in salvo da morte certa.

La giovane vittima veniva quindi trasportata all’ospedale di Crotone, dal quale, nella giornata successiva, partiva alla volta dell’ospedale “pugliese” di Catanzaro, dove veniva sottoposto ad un delicato intervento chirurgico al polmone. Tuttora, la vittima, è ricoverato presso la struttura ospedaliera catanzarese in prognosi riservata.

Le indagini, partite immediatamente dopo i fatti, si sono svolte in un clima di completa omertà, laddove, non solo gli investigatori verificavano che addirittura venivano cancellate delle immagini da un sistema di videosorveglianza privato che riprendevano parte dei fatti di cui si è parlato (e proprio nel lasso temporale di interesse), ma anche la vittima, che per più di una settimana assumeva un atteggiamento del tutto reticente, solo dopo che comprendeva che i militari operanti avevano già raccolto gravi indizi di reità nei confronti del suo aggressore, denunciava l’accaduto e l’aggressore stesso.

La Procura della Repubblica di Crotone, nella persona della Dott.ssa Di Vittorio, avallando l’operato dei militari dell’Arma, richiedeva al competente ufficio GIP l’emissione di idonea misura cautelare nei confronti dell’indagato, che, nel pomeriggio odierno, veniva eseguita. L’arrestato veniva condotto presso il proprio domicilio in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

Print Friendly, PDF & Email