Terremoto al Comune di Ragusa: Denunciate 11 persone per truffa, turbata libertà degli incanti e falsità ideologica ed abuso d’ufficio

Ragusa, 18 giugno 2015 – A conclusione di lunghe e laboriose indagini, delegate dal Procuratore della Repubblica di Ragusa Dott. Carmelo A. PETRALIA, riguardanti la gara di appalto bandita dal Comune di Ragusa nell’ottobre 2011 riguardante l’affidamento del Servizio di Vigilanza degli lmpianti di sicurezza e di vigilanza lntegrale del Palazzo di Giustizia di Ragusa per un importo base di gara di €. 1.214.190,00 oltre all’I.V.A., la Sezione di Polizia Giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ragusa, ha denunciato complessivamente 11 persone per le quali è stata avanzata da parte della Procura della Repubblica richiesta di invio a giudizio. Le stesse devono presentarsi innanzi al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Ragusa per rispondere dei reati di truffa aggravata e continua in concorso, turbata libertà degli incanti, falsità ideologica ed abuso d’ufficio.
Il complesso lavoro investigativo, ha permesso di far luce su un’articolata truffa, architettata da S.C., rappresentate legale della società di vigilanza “Sicilia Police SRL” di Catania, vincitrice dell’appalto con un ribasso del 24,47% ed un’offerta pari a €919.364,97.
La stessa, in concorso con T.F., Direttore Tecnico della società e C.M., professionista etneo con incarico di Consulente del Lavoro, con l’aggravante di aver cagionato all’INPS un danno patrimoniale di rilevante entità, con artifizi consistiti nel presentare, da parte della predetta,in assenza dei previsti requisiti di legge, le certificazioni, attestanti il diritto al beneficio degli sgravi contribulivi, dovuti per l’assunzione di lavoratori in mobilità assunti a tempo indeterminato, ex art. 25, comma 9 della Legge 223/1991, nonché mediante l’illecito utilizzo del codice aziendale “5Q”, rilasciato per altri lavoratori della medesima società, dal settembre 2012 al marzo 2014, inducendo in errore il predetto Ente, ottenevano un ingiusto profitto, consistente in sgravi contributivi non dovuti con l’aggravante di aver cagionato all’I.N.P.S. un danno patrimoniale di rilevante entità.
Le indagini dei militari della Guardia di Finanza, hanno permesso di accertare per i medesimi soggetti della società “SICILIA POLICE” responsabilità penali, per avere turbato la libertà degli incanti, nella gara, bandita dal Cornune di Ragusa, relativa al servizio di vigilanza presso il Palazzo di Giustizia, in concorso con funzionari e dirigenti del Comune di Ragusa, presentando alla Commissione di Valutazione, alliopo istituita, documentazione falsamente attestante la congruità del costo del personale rispetto all’offerta di ribasso. al fine di ottenere, in maniera illecita gli sgravi contributivi ex legge 223/1991.
Sono, inoltre, accusati dei reati di abuso d’ufficio e falso ideologico un dirigente e due funzionari del Centro per l’impiego di Ragusa, per avere nella predetta qualità di pubblico ufficiale, in concorso con i vertici della predetta società di vigilanza, nello svolgimento delle proprie funzioni di servizio ed in violazione delle norme di legge che regolano la Pubblica Amministrazione, omesso i dovuti controlli d’ufficio sui requisiti ai fini dei benefici ex legge 223/1991, indicati nelle domande con l’indebito successivo rilascio di certificazioni attestanti il possesso dei requisiti per l’iscrizione nelle liste regionali di mobilità dei dipendenti dell’ex società che si occupava della vigilanza al palazzo di Giustizia di Ragusa, nonché due dirigenti ed un funzionario del Comune di Ragusa, quali Presidente del seggio di gara, Presidente e Componenti della Commissione di Valutazione per aver dato parere positivo alle “giustificazioni”, riguardo la congruità del sosto del personale contenente l’offerta della “SICILIA POLICE”, omettendo, inoltre, i previsti controlli sul passaggio, senza soluzione di continuità, del personale delle due società di vigilanza, in violazione a quanto previsto dal bando di gara sulla procedura del cambio di appalto e degli obblighi prestabiliti, da parte dell’impresa aggiudicataria, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e di anzianità, favorendo la loro assunzione, tramite l’irregolare iscrizione dei lavoratori nelle liste di mobilità regionali.
Il medesimo reato di abuso d’ufficio, viene anche contestato ad un funzionario dell’l.N.P.S. di Catania, per avere nella predetta qualità di pubblico ufficiale, nello svolgimento delle proprie funzioni di servizio ed in violazioni delle norme di legge che regolano la Pubblica Amministrazione, omesso di effettuare il dovuto controllo sui requisiti per il rilascio alla società SICILIA POLICE il diritto ai benefici contributivi per aver assunto lavoratori iscritti nelle Liste Regionali di Mobilità, ex Legge 22351991.
Il reato di abuso d’ufficio viene contestato anche nei confronti di un Dirigente dell’Assessorato Regionale Dipartimento Lavoro e Impiego di Palermo, per avere omesso i previsti controlli sui requisiti di legge delle istanze ex L. 223/91, in precedenza acquisite ed inviate dal Centro per l’impiego di Ragusa, rendendo pertanto possibile l’indebito rilascio, da parte del predetto Assessorato Regionale, dei relativi decreti di iscrizione dei lavoratori nelle previste Liste Regionali di Mobilità.

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