Trapani. Confermate condanne per concorso esterno in associazione mafiosa alla sorella del noto latitante Matteo Messina Denaro e al nipote Guttadauro

Condannato in Appello, per il reato di associazione mafiosa, anche il geometra LO SCIUTO Antonino

TRAPANI – La Squadra Mobile della Questura di Trapani e la D.I.A. C.O. di Trapani, questa sera, hanno proceduto all’arrestato di LO SCIUTO Antonino, 46enne da Castelvetrano, Geometra, imprenditore edile, condannato, in data odierna, per associazione mafiosa ad anni 13 e mesi 6 di reclusione dalla Terza Sezione Penale della Corte d’Appello di Palermo, presieduta dal Dr. Loforti Raimondo che ha riformato l’assoluzione in primo grado emessa dal Tribunale di Marsala.

LO SCIUTO Antonino era stato arrestato il 13/12/2015 nell’ambito dell’operazione di Polizia c.d. EDEN – FASE I, procedimento penale 10944/08 (portata a termine congiuntamente dalla Polizia di Stato, dalla D.I.A., dall’Arma dei Carabinieri e dalla Guardia di Finanza.), occasione in cui venivano emessi 28 provvedimenti custodiali a carico di personaggi indiziati di appartenenza all’organizzazione mafiosa cosa nostra trapanese, tra questi i noti MESSINA DENARO Patrizia, GUTTADAURO Francesco, CIMAROSA Lorenzo, FILARDO Giovanni, MESSINA DENARO Mario, tutti legati al boss mafioso latitante MESSINA DENARO Matteo.

In particolare emergeva come gli stessi, attraverso l’esecuzione di numerosi lavori pubblici e di rilevanza strategica, favorivano direttamente la latitanza del boss mafioso castelvetranese, provvedendo, tra l’altro, ai bisogni della famiglia dello stesso.

Il LO SCIUTO Antonino, a seguito dell’arresto del FILARDO Giovanni, avvenuto nel marzo del 2010, nell’ambito dell’operazione c.d. GOLEM FASE II, aveva ereditato la conduzione della ditta BF COSTRUZIONI di Castelvetrano, riconducibile al medesimo FILARDO, impegnata, in quel periodo, unitamente alla ditta MG COSTRUZIONI del CIMAROSA Lorenzo, nella costruzione di un parco eolico a Mazara (Vento di Vino), frutto di un accordo al vertice dell’organizzazione mafiosa avvenuto pochi giorni prima di quest’ultima operazione.

Pare opportuno rammentare come nel corso delle predette indagini che portarono all’esecuzione dei provvedimenti c.d. EDEN FASE I emergeva che le ditte gestite direttamente dal duo LO SCIUTO-CIMAROSA, la BF Costruzioni srl e la MG Costruzioni srl,, erano asservite direttamente alla famiglia del MESSINA DENARO Matteo a cui i predetti imprenditori dovevano consegnare, con periodicità, parte degli incassi; all’interno della BF COSTRUZIONI agivano anche alcuni mezzi d’opera di proprietà dei coniugi PANICOLA Vincenzo e MESSINA DENARO Patrizia.

Il FILARDO, peraltro, definitivamente condannato alla pena di anni 12 di reclusione nel processo GOLEM FASE II, era stato indicato quale reggente della famiglia di Castelvetrano assieme al cugino PANICOLA Vincenzo (cognato del latitante) i quali si raccordavano con il GUTTADAURO Filippo, fino al momento della suo arresto avvenuto nel dicembre del 2006. Era il FILARDO che avvicinava le imprese che avevano vinto appalti nella zona imponendo l’esecuzione di sub-appalti alle proprie imprese.

Si evidenziava pertanto che il LO SCIUTO, braccio operativo del FILARDO prima (durante la detenzione del medesimo), e direttamente investito dal GUTTADAURO Francesco poi, aveva continuato ad ottenere e gestire le commesse per conto delle imprese di riferimento della cosca dei MESSINA DENARO (BF ed MG Costruzioni), adoperandosi per la proficua realizzazione del parco eolico Vento di Vino e del McDonald’s di Castelvetrano. Il LO SCIUTO, quindi, conducendo in prima persona la gestione dei conti dell’impresa, riusciva a garantire le somme necessarie destinate sia al favoreggiamento della latitanza del MESSINA DENARO che al sostentamento del suo nucleo famigliare.

In accoglimento della richiesta del Procuratore Dr.ssa Mirella Agliastro, gli stessi Giudici hanno condannato MESSINA DENARO Patrizia ad anni 14 di reclusione, ed hanno confermato la sentenza di condanna ad anni 16 di reclusione per GUTTADAURO Francesco, rispettivamente sorella e nipote di MESSINA DENARO Matteo.

In proposito, si rammenta come il Tribunale di Marsala aveva condannato in primo grado MESSINA DENARO Patrizia per concorso esterno in associazione mafiosa, per aver veicolato al marito detenuto dei messaggi del fratello latitante, e tentata estorsione ai danni di una delle eredi della signora BONAGIUSO, ricca possidente castelvetranese, che aveva lasciato una grossa somma di denaro a due vicine di casa.
Patrizia MESSINA DENARO era stata invece assolta per l’estorsione di euro settantamila ai danni di altra erede della BONAGIUSO.
Anche GUTTADAURO Francesco era stato condannato per associazione mafiosa e per concorso nella medesima tentata estorsione nei confronti delle eredi BONAGIUSO.

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