Truffavano anziani in città: smascherati dalla Polizia di Stato

LECCO – Nei giorni scorsi, nell’ambito di attività della Polizia di Stato finalizzate alla repressione dei reati contro il patrimonio ed in particolare alla prevenzione del fenomeno delle c.d. “truffe agli anziani”, sono stati disposti mirati servizi nei rioni di Acquate, Belledo e Germanedo di Lecco, zone dalle quali erano giunte alla sala operativa della Questura cittadina varie segnalazioni in merito a presunti dipendenti di una società di gas i quali, con fare aggressivo, inducevano le loro vittime anziane ad acquistare un dispositivo per la rilevazione di fughe di gas per la cifra di 250 (duecentocinquanta) euro, sostenendo che l’istallazione fosse obbligatoria per legge.

In particolare, in via Tonio da Belledo veniva identificato un uomo sospetto il quale, durante il controllo di polizia, riferiva agli agenti della Volante di trovarsi in città per conto di una ditta al fine di vendere ed installare apparecchi di rilevazione fughe di gas. Il soggetto aveva con se due contratti di vendita di rilevatori di gas sottoscritti poco prima ai danni di due lecchesi ultraottantenni, i quali immediatamente contattati riferivano ai poliziotti di voler sporgere denuncia essendosi avveduti di essere stati truffati. Negli uffici della Questura una delle vittime riconosceva l’autore della truffa fermato poco prima. Ulteriori accertamenti permettevano di acclarare come il reo appartenesse ad un vero e proprio sodalizio criminale, che abitualmente utilizzava il medesimo “modus operandi” riconducibile a pressione psicologica idonea a convincere le vittime che l’acquisto dell’apparecchio contro le fughe di gas, reperibile sul mercato a poche decine di euro, ma che essi vendevano ad euro 250, fosse obbligatorio per legge. Un raggiro molto sottile perché orchestrato sull’impercettibile filo che divide la normale persuasione usata da un qualsiasi venditore porta a porta dalla truffa. Non a caso a cadere nella trappola sono spesso anziani ultraottantenni, preferibilmente soli e per questo fisiologicamente più vulnerabili.   Gli uomini della Volante della Polizia di Stato riuscivano così a risalire anche ai complici del malfattore scoprendo che la banda, dal 9 febbraio u.s., soggiornava presso una struttura alberghiera sita in provincia. A seguito di perquisizione, all’interno di tre camere d’albergo, venivano rinvenuti contratti attestanti altre truffe perpetrate nonché denaro contante verosimilmente provento dell’attività illecita.   Alla luce di quanto sopra evidenziato i rei, identificati per M.K., classe 1994, albanese, M.M. classe 1991, originario di Lucca, R.S. classe 1987 originario di Brescia, C.A. bresciano classe 1976, A.N. classe 1993, cittadino macedone e A.M. classe 1990 originario di Peschiera del Garda, tutti con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, venivano quindi segnalati alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di truffa aggravata in concorso.
La Polizia di Stato invita nuovamente tutta la cittadinanza a diffidare dagli sconosciuti e/o da finti venditori porta a porta e, comunque, a chiamare sempre le Forze di polizia tramite il numero di emergenza NUE 112 in tutti i casi di difficoltà e/o sospetti.

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