Un altro giovane si toglie la vita a Vittoria

Vittoria, Sicilia 20/11/2015 [italreport.it] – Ancora un dramma a Vittoria, la città che pochi giorni addietro ha pianto dietro alla bara bianca di una giovane quindicenne, torna a piangere per un altro giovanissimo, un ventenne del luogo, che si è lanciato nel vuoto, stamattina, dalle scale di emergenza di un istituto scolastico sulla Vittoria-Scoglitti.
Un altro dramma dunque, non solo familiare, ma di una intera collettività che si interroga sui motivi che possono spingere due giovanissimi, a dire basta e farla finita volontariamente, con il bene pù prezioso che ciascuno di noi ha ricevuto in dono: la vita.
Un gesto quello del suicidio, che nella stragrande maggioranza dei casi, è riservato ad adulti con storie alle spalle, di una vita vissuta male e tra mille peripezie; dalla ricerca di una soluzione che non arriva e dalla decisione finale di mettere un punto.
Eppure nell’arco di una manciata di giorni, ben due episodi analoghi che pongono interrogativi inquietanti e che non trovano risposte, sono stati compiuti da giovani che ancora non avevano avuto il tempo di scoprire i disagi della vita. Quello di stamani, potrebbe essere il gesto estremo di un ragazzo che, turbato da un banale incidente stradale, a causa del quale un suo amico ha riportato lievissime contusioni, avrebbe deciso di farla finita.
Ma basta una motivazione così blanda e banale per giustificare un gesto estremo che pone fine ad una aspettativa di vita di almeno altri 60 anni?
Sotto gli occhi attoniti di alcuni studenti che frequentano lo stesso istituto, il ragazzo si è lanciato nel vuoto senza che nessuno potesse avere il tempo e il modo per impedirlo.
La tristezza e la rabbia sono gli elementi che invadono gli animi di tutti noi, ma la rassegnazione non prevalga sulla ricerca del malessere che attanaglia i giovani e li spinge fino all’irreparabile.
Questo è un compito che spetta a noi adulti e che abbiamo l’obbligo di svolgere.

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