Vendeva la figlia tredicenne arrestata la madre e quattro “clienti”.

Acate. 08/06/2019 – Una donna romena che ha giustificato il suo inqualificabile comportamento di madre e di donna, asserendo di essere senza reddito e senza fissa dimora, ha venduto la propria figlia tredicenne a “clienti” che abusavano sessualmente di lei è stata fermata stamattina in stato di arresto, da agenti della squadra mobile di Ragusa. Lo squallido episodio di abuso sessuale su minori, si è verificato tra le serre delle campagne di Acate ed è stato scoperto grazie all’intuito investigativo degli agenti, che hanno notato che i comportamenti tenuti dalla minore, non erano esattamente quelli di una bambina, e grazie anche alle intercettazioni telefoniche, che eseguivano da tempo. Quando il Dirigente della mobile, Antonino Ciavola, ha deciso di intervenire, per bloccare gli abusi sulla povera bambina, oltre alla madre, sono stati trovati 4 “orchi”, tra cui un novantenne e un uomo di 61 anni, che tra l’altro, questo ultimo, oltre ad avere messo a disposizione della donna romena che faceva prostituire la figlia, una casa sita nel lido balneare di Acate, pretendeva “l’esclusiva dei rapporti” con la povera tredicenne. Uno spettacolo quello che hanno visto i poliziotti, che ha profondamente toccato i loro cuori.
Tutti sono stati fermati e sono attualmente a disposizione dell’Autorità giudiziaria, mentre la minore si trova in una struttura protetta.
Un episodio quello di oggi, che ha scatenato un terremoto sui Social, tanto è vero, che molti sono i commenti con cui si condanna la riservatezza tenuta giustamente dagli inquirenti, sulla identità della donna e degli uomini. Riservatezza che non serve a tutelare la madre snaturata o gli “orchi” che approfittavano della minore, ma la minore stessa. Infatti, scrivere o descrivere l’identità di chi abusava o della stessa madre, servirebbe solo a potere risalire facilmente alla piccola vittima degli abusi sessuali.
<Questa ragazzina> ha detto Ciavola <deve essere educata ed abituata ad essere bambina, infatti fino ad ora, ha solo vissuto una vita che non appartiene ai minori. Adesso è assistita da personale qualificato che si sta occupando di lei>.

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