Cuneo. Scoperti 4 lavoratori in nero, erogate sanzioni per 23mila euro e sospese 2 attività albesi

Chef noto ristorante in centro ad alba aveva 2 dipendenti in nero su 4 impiegati

CUNEO – I militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Cuneo, operante presso la Direzione Territoriale del Lavoro di Cuneo, diretta dalla Dr.ssa. Paola CAPORALI, hanno concluso gli accertamenti sul conto di due attività del centro cittadino di ALBA: un noto ristorante italiano ed un megastore gestito da cinesi. Nel dettaglio l’esito dei controlli eseguiti:

  • Ristorante. Al momento dell’ispezione i carabinieri trovavano al lavoro 4 lavoratrici occupate in sala e cucina. Al termine degli accertamenti e con le acquisizioni di informazioni in merito al rapporto di lavoro, l’attenzione si focalizzava su due di queste lavoratrici occupate con i c.d. “voucher”. Dalla banca dati dell’INPS emergeva come per queste due lavoratrici mancava la comunicazione preventiva che il committente deve effettuare all’ente. Per il ristorante ispezionato, attesa l’occupazione di lavoratori “in nero” in misura del 50 %, superiore alla soglia minima del 20% prevista dalla legge, veniva adottato dai carabinieri il provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, ai sensi dell’art. 14 D. Lgs. 81/2008, la cui revoca è subordinata alla regolarizzazione dei lavoratori “in nero” ed al pagamento di una somma aggiuntiva. Il titolare del ristorante ha provveduto nei giorni seguenti ad assumere le due lavoratrici “in nero” pagando l’importo minimo della sanzione pari ad 8mila euro, potendo quindi riaprire il ristorante.
  • Megastore cinese. L’attività ispettiva dei carabinieri del NIL e degli ispettori della DTL di Cuneo, coadiuvati dai Carabinieri dell’Arma territoriale, si rivolgeva poi ad un grosso negozio del centro cittadino gestito da cinesi. Venivano identificati 8 lavoratori intenti in mansioni di cassieri, magazzinieri e giovani commessi tutti di varie nazionalità (italiani, marocchini, cinesi e romeni). Data l’estensione del negozio che si sviluppa su tre livelli, i dipendenti ed i responsabili erano collegati tra loro con radio ricetrasmittenti. Proprio il dispositivo messo in atto dai carabinieri e dagli ispettori, già presenti all’interno del negozio in abiti civili, consentiva di individuare tutti gli occupati al lavoro i quali, al momento dell’avvio del controllo con il personale in uniforme, molto probabilmente su indicazione avuta via radio, smettevano di lavorare cercando di allontanarsi come fossero semplici clienti eludendo il controllo. Identificati tutti i lavoratori, da questi venivano acquisite le informazioni necessarie e interrogate le banche dati. Gli accertamenti permettevano di verificare come due dei lavoratori (un italiano ed un cinese) controllati non fossero regolarmente assunti. A conclusione del controllo veniva emesso un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale previsto dall’art. 14 D. Lgs. 81/2008. La ditta provvedeva, nei termini imposti dai carabinieri, ad effettuare il pagamento della sanzione ed a regolarizzare con un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato i 2 dipendenti trovati “in nero”. Durante gli accertamenti è emerso altresì che il titolare dell’attività, nella fase di apertura del centro commerciale qualche tempo prima, aveva occupato ulteriori 5 lavoratori “in nero” privi del contratto di lavoro. A conclusione degli accertamenti al responsabile della società, un commerciante 27enne cinese, è stata contestata una sanzione da 15.500,00 euro ed un recupero dei contributi INPS non versati pari a 4mila euro.
Print Friendly, PDF & Email