Vittoria. Ancora un rapinatore arrestato dalla Polizia

VITTORIA – Stavolta a pagare il conto con la giustizia è MANGIONE Francesco Mirko, 24enne vittoriese pregiudicato “emigrante”.
E’ noto infatti di più in regioni del centro-nord Italia, dove ha commesso diversi reati.
La Polizia di Vittoria, ricevuto dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Arezzo l’ordine di esecuzione per l’espiazione lo ha attentamente vigilato ed infine tratto in arresto nella tarda mattinata di ieri.
A carico del giovane è divenuta definitiva una condanna del Tribunale di Arezzo che lo vede riconosciuto colpevole del reato di rapina aggravata in concorso commesso nel maggio 2011. Per questo delitto gli è stata inflitta la pena di un anno e quattro mesi di reclusione e 400 euro di multa.
Il 30 luglio del 2011 ad Arezzo Mangione con altri italiani, nei pressi del mercatino settimanale veniva fermato dalla Volante che era intervenuta poiché un cittadino del Bangladesh era rimasto vittima della sottrazione, dall’interno del suo furgone di commerciante ambulante del marsupio contenente denaro, telefonino e documenti.
La vittima aveva inseguito i delinquenti ed era riuscito a raggiungere uno di loro, ma erano intervenuto un altro che lo aveva costretto a desistere a colpi di bastone.
Il pronto interevento della Polizia aveva evitato conseguenze ulteriori ed erano stati bloccati in due, tra i quali Mangione.
Entrambi i fermati avevano ammesso quanto fatto e avevano restituito il maltolto. Nel tragitto della violenta azione era stato anche recuperato il bastone usato per le percosse ed erano stati arrestati.
A distanza di quattro anni la Procura della Repubblica di Arezzo ha fatto i conti e sottratto il pre-sofferto  ha calcolato che MANGIONE deve ancora espiare la pena di mesi 9 e giorni 24 di reclusione, oltre il recupero della pena pecuniaria ed ha stabilito che tale pena deve essere espiata presso la sua abitazione.
Per tali motivi, ieri, la Polizia del Commissariato di Vittoria, dopo averlo rintracciato e dopo le incombenze procedurali lo ha tradotto presso la sua abitazione dove dovrà rimanere in regime di detenzione domiciliare.

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