Vittoria. Aste giudiziarie e “cosa nostra”.

Vittoria. 07/02/2020

Gli agenti della squadra mobile di Ragusa hanno eseguito, su richiesta della Direzione Distrettuale antimafia, tre ordinanze di custodia cautelare in carcere, disposte dal Gip presso il Tribunale di Catania, nei confronti di tre uomini di Gela, Mirco e Salvatore Dicara e Giuseppe Domicoli, tutti ritenuti responsabili di tentata estorsione in concorso, secondo gli inquirenti, allo scopo di agevolare i Rinzivillo di Gela, legati a cosa nostra. I tre avrebbero costretto un imprenditore agricolo gelese a cedere appezzamenti di terreno in territorio di Vittoria, già oggetto di procedura esecutiva immobiliare, acquistati precedentemente, nel corso di un’asta giudiziaria svoltasi al Tribunale di Ragusa, al prezzo di 150.000,00 euro. Sempre secondo gli inquirenti, la transazione si sarebbe svolta presso lo studio di un delegato.
Inoltre, il terzetto, si sarebbe portato presso l’azienda agricola dell’imprenditore, invitandolo, anche in presenza dei familiari, a ritirare l’offerta, utilizzando toni chiaramente minacciosi e di tipo mafioso, e facendo trapelare la possibilità che avrebbe potuto subire danneggiamenti, per avere acquistato terreni su cui avevano manifestato interesse, appartenenti a cosa nostra.
Pertanto, l’acquirente avrebbe dovuto restituire i terreni che precedentemente appartenevano alla famiglia Rinzivillo, tramite una società che i magistrati inquirenti ricollegano al gruppo stesso.
Questa operazione della polizia di Stato, lascia chiaramente intendere, qualora ve ne fosse bisogno, quali interessi ruotano intorno alle aste giudiziarie, che riguardano la vendita di immobili a “prezzi stracciati”, aziende agricole e attività commerciali

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