Vittoria. Picchia un padre di famiglia, denunciato

gianni di gennaro

Vittoria (RG) 28 ottobre 2014 – Sabato sera, intorno a mezzanotte, un quarantenne del luogo che si era intrattenuto a cena in casa di amici, insieme alla  moglie e alla figlia di 11 anni, stava rientrando a casa, a bordo della propria auto, percorrendo  una via del centro abbastanza trafficata. All’incrocio con la via Como è stato costretto a fermarsi in quanto la strada era ostruita da due autovetture ferme, una con due uomini a bordo, l’altra con una donna al volante. Gli occupanti erano intenti a parlare tra loro, dai  finestrini socchiusi, e incuranti di chi, in fila, non poteva passare. L’uomo è rimasto in paziente attesa per alcuni  minuti, poi ha appena accennato un colpettino di clacson. Uno dei due ragazzi all’interno dell’auto, si è girato di scatto e ha detto che era inutile che l’automobilista suonasse, perchè lui doveva concludere la discussione con la sua ragazza, che eveidentemente era quella dell’auto affiancata. Ma il tutto, con toni minacciosi.A quel punto, l’uomo ha risposto che, se lo avessero lasciato passare,  loro avrebbero potuto continuare a chiacchierare indisturbati.La ragazza alla guida dell’altra auto che contribuiva ad ostruire il passaggio, ha capito la situazione e ha fatto una manovra che potesse consentire al quarantanne e alla sua famiglia, di continuare il percorso.Detto fatto, l’uomo ha ripreso la marcia, ma immediatamente, ha sentito una sgommata ed ha visto che dietro, un’auto  lo seguiva e gli lampeggiava con le luci. Pensando che potesse trattarsi di un pronto soccorso, l’ignaro automobilista, si è messo da parte per consentire all’auto di passare. Appena davanti, l’auto, che era la stessa di prima, gli ha sbarrato la strada e i due occupanti sono scesi con fare minaccioso. Dopo avere raggiunto la macchina dell’uomo, l’energumeno che prima era alla guida dell’altra auto, lo ha invitato a scendere, minacciandolo di volergli sparare in bocca. Appena sceso dall’auto, il malcapitato, è stato violentmente colpito con due pugni sferrati in pieno volto e a nulla sono valsi i tentativi del suo amico di fermarlo e il pianto della ragazzina, terrorizzata per la sorte del padre. Infine, il violento, ha minacciato ulteriormente l’uomo, avvertendolo che lui era a conoscenza del suo indirizzo e che sarebbe andato a casa a sparargli in bocca.Poi si è allontanato. La vittima, il giorno dopo si è  recata presso il commissariato di polizia e ha denunciato l’aggressione, raccontando i dettagli del fatto e descrivendo l’aggressore.Gli Agenti sulla scorta della certosina descrizione, sono riusciti ad  elaborare un album fotografico con i volti dei due. Si tratta di due noti pregiudicati del luogo.Il vile aggressore è stato  riconosciuto subito,si  tratta di  I. L.M. un vittoriese di 24 anni, con precedenti penali per rapina, rissa, guida senza patente, nonchè destinatario di misure di prevenzione da parte del  questore, compreso il divieto di recarsi nel comune di Modica, città nella quale aveva partecipato nel 2012 ad una rissa.E’ stato denunciato all’Autorità Giudiziaria del capoluogo per lesioni,  minacce gravi e violenza privata.

Sin qui, lo sterile resoconto di un episodio di cronaca nera, uno tra i tanti che accadono in ogni parte d’Italia, ma una riflessione è d’obbligo, una riflessione che non escludiamo possa essere interpretata in un certo modo, producendo effetti di natura giudiziaria; ma vogliamo correre questo rischio.

Un soggetto come quello appena descritto, con i reati a carico di cui sopra, che va in giro a minacciare di morte la gente, senza tenere in considerazione la presenza di minori, non dovrebbe già essere recluso? Come può trovare giustificazione tra la pubblica opinione, la sua permanenza a piede libero? Come si giustifica il prezioso lavoro delle forze dell’ordine se poi non vi è la certezza della pena?

Probabilmente è necessario che prima uccida a sangue freddo, perchè dopo possa essere costretto tratto in arresto? Ci sarebbe ancora tanto da dire, ma preferiamo tacere e suggerire, a chi di competenza, di riflettere ed eventualmente provvedere.

Print Friendly, PDF & Email