Vittoria. Sottoposto a fermo responsabile reato tentato omicidio titolare di una discoteca “colpevole” di non averlo fatto entrare

Lo ha investito con un grosso fuoristrada e nonostante lo avesse ferito ha più volte spinto l’auto contro la vittima per ucciderlo. Il titolare della discoteca è ricoverato in gravissime condizioni presso il reparto di rianimazione dell’ospedale “Guzzardi” di Vittoria

Vittoria, 27 luglio 2015 – La Polizia di Stato – Squadra Mobile e Commissariato di Vittoria – ha sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria Gambini Andrea nato a Comiso il 25.6.1981 ed ivi residente (inserito in banca dati Polizia per i seguenti reati: lesioni, percosse, ricettazione, minacce, porto di armi ed oggetti atti ad offendere, furto, guida in stato d’ebbrezza), per aver commesso il reato di tentato omicidio ai danni del titolare di una discoteca.

I FATTI

In data 26 luglio 2015 alle ore 01.00 personale del Commissariato di Vittoria interveniva in C.da Costa Esperia, a pochi passi dall’uscita della discoteca “Playa del Sol”, in quanto era stato segnalato un incidente stradale con feriti e l’auto che aveva investito alcune persone si era data alla fuga.
Gli operatori di Polizia della Volante intervenuta tempestivamente acquisivano informazioni che facevano ritenere non fosse un incidente stradale ma bensì si un tentato omicidio, in quanto il titolare della discoteca aveva vietato l’accesso a Gambini Andrea. Dagli accertamenti inoltre si apprendeva che vi erano due feriti non uno solo anche se il secondo aveva riportato ferite lievi guaribili in 7 giorni.
Sul posto intervenivano gli investigatori della Squadra Mobile e la Polizia Scientifica. Contestualmente al sopralluogo, personale della Polizia di Stato si recava presso l’ospedale per parlare con le vittime ed il ferito (di origini tunisine) meno grave, descriveva i fatti in modo dettagliato ma non fornendo elementi utili per risalire all’identità del reo, che dopo aver posto in essere la condotta criminale si era dato alla fuga.

LE INDAGINI

La Squadra Mobile di Ragusa ed il personale del Commissariato conoscevano bene il luogo del delitto in quanto pochi mesi orsono hanno condotto le indagini sull’omicidio di un cittadino rumeno e la violenza sessuale di gruppo della moglie. I due fatti gravissimi accaduti in pochi mesi hanno richiesto un enorme sforzo investigativo da parte della Polizia di Stato.
Tutta la notte veniva impiegata per risalire all’identità del fuggitivo e dopo aver escusso alcune persone informate sui fatti si appurava che lo stesso fosse Gambini Andrea, pertanto il primo obiettivo da controllare era la casa luogo di residenza, dove ovviamente non è stato trovato.
Le intense ricerche degli uomini della Squadra Mobile e del Commissariato di Vittoria permettevano di individuare un probabile rifugio del Gambini in una casa sita di campagna sita nel Comune di Comiso, dove effettivamente è stato trovato nascosto. Gambini una volta catturato è stato condotto in ospedale per accertare se avesse ingerito alcool o droghe e le analisi hanno dato esito negativo, elemento che contrassegna ancora di più la spiccata pericolosità del soggetto che non ha agito in stato d’ebbrezza ma in modo conscio.
L’uomo inizialmente rimaneva chiuso nel più stretto silenzio non volendo riferire nulla agli investigatori in merito a quanto accaduto, anzi diceva di non essere neanche stato in discoteca.
Dal sopralluogo della Polizia Scientifica, mediante lo studio dei rilievi fotografici si apprendeva che il fuoristrada descritto dai testimoni fosse assolutamente compatibile con quello di proprietà di Gambini, solo che l’auto inizialmente non si trovava perché il fuggitivo l’aveva nascosta.
Nelle more delle ricerche dell’auto, Gambini veniva condotto negli uffici di Polizia e contestualmente gli investigatori analizzavano i filmati dell’impianto di videosorveglianza della discoteca.
Dalle immagini si poteva constatare che all’ingresso della discoteca vi era stata una lite tra più persone durata pochi secondi e che qualche istante dopo, un’auto passava due volte a forte velocità davanti il luogo del delitto. L’auto veniva di sicuro riconosciuta come quella del Gambini e lui stesso dopo ore, confessava di averla nascosta da un amico che ha una carrozzeria.
Dai rilievi sull’auto, la Polizia Scientifica poteva constatare quanto accaduto, luogo di impatto con il muro di cinta della casa ed il ferimento del proprietario della discoteca e del tunisino avventore del locale.
Grazie alle indagini lampo della Polizia di Stato, è stato possibile appurare che Gambini si era recato in discoteca con due amiche rumene, loro erano state fatte entrare, mentre lui era stato bloccato all’ingresso poiché pochi mesi addietro si era reso responsabile all’interno del locale di una lite con un tunisino, quindi non era gradito perché soggetto aduso a liti anche per futili motivi.
Dopo la lite verbale Gambini minacciava il proprietario con la solita frase “tu non sai chi sono io” ed il proprietario lo schiaffeggiava allontanandolo. In soccorso del proprietario, considerata la reazione di Gambini, interveniva il buttafuori che malmenava con altri schiaffi Gambini che dovendo soccombere si allontanava anche grazie all’aiuto delle due amiche rumene che urlavano di lasciarlo stare e che non aveva fatto nulla.
Ovviamente, come spesso accade in questi casi, nessuno ha chiamato la Polizia all’inizio della lite, pertanto i soggetti coinvolti sono andati avanti con insulti e minacce. Gambini, forse ferito nell’orgoglio in quanto in compagnia di due veniva schiaffeggiato, saliva in auto in compagnia delle amiche ed ingranata la marcia, a forte velocità, puntava il veicolo contro il proprietario della discoteca che stava parlando con un avventore di origini tunisine, schiacciando entrambi sul muro di cinta di una casa estiva. Non pago, per ben tre volte dirigeva l’auto contro il muro continuando a schiacciare le vittime. Il tunisino veniva colpito lievemente, di contro il proprietario della discoteca cadeva a terra con entrambi i femori fratturati in più parti. Nonostante le urla strazianti della vittima, il reo si dava alla fuga per andarsi a rifugiare in campagna, non prima di aver nascosto l’auto da un amico carrozziere.
Alle ore 22 di domenica a meno di 24 ore dal tentato omicidio, Gambini veniva sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria ed il Pubblico Ministero di turno disponeva venisse accompagnato in carcere a Ragusa in attesa dell’interrogatorio di garanzia che si terrà davanti al Giudice per le Indagini Preliminari.
La vittima è ricoverata presso il reparto di rianimazione con prognosi riservata avendo riportato diverse fratture agli arti inferiori, motivo per cui è stata operata d’urgenza. Personale medico non ha riferito nulla in merito al pericolo di vita, specificando che il quadro clinico generale della vittima è particolarmente grave ed è troppo presto per sciogliere la prognosi.
“La Polizia di Stato invita i testimoni di qualsivoglia fatto reato a contattare subito il 113 in caso di eventi delittuosi, in quanto solo un tempestivo intervento permette di interrompere quelle condotte che spesso degenerano, con gravi rischi per la vita umana”.

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