Vittoria. Violenze e percosse per anni: finisce l’incubo di un matrimonio violento per una donna

VITTORIA – La Polizia di Vittoria ieri ha messo fine ad una storia di vessazioni e violenze in ambito familiare che si protraevano da anni.

E raccapricciante il contenuto del racconto che la donna, una vittoriese di 61 anni, nel corso di diversi mesi, ha avuto il coraggio di denunciare.

Un matrimonio durato 45 anni e tre figli adulti, che pian piano, rendendosi conto dell’effettività delle cose, hanno abbandonato il padre, schierandosi contro e ponendosi a protezione della mamma, come accaduto pochi giorni fa, quando uno dopo l’altro, allarmatissimi si sono presentati al Commissariato di Vittoria chiedendo l’intervento dei poliziotti, dopo che avevano visto il padre uscire da casa con la precisa intenzione di ammazzare la moglie.

La donna non viveva più in casa col marito da parecchio tempo.

L’indagine, coordinata dal Procuratore della Repubblica dr.ssa Monica MONEGO si è protratta per lunghi mesi. La Polizia Giudiziaria ha ricostruito tassello dopo tassello l’intera drammatica storia, dopo avere stabilito un rapporto fiduciario con la vittima.

Ieri il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ragusa dr. Claudio MAGGIONI ha accolto la richiesta del Pubblico Ministero per l’applicazione della misura della custodia cautelare in carcere. Ha ritenuto che sussistono le esigenze cautelari; che emergono chiaramente dalle modalità e dalle circostanze del fatto ed il pericolo che l’indagato perseveri nell’azione delittuosa già intrapresa e commetta altri reati della stessa specie, avendo peraltro manifestato con i suoi comportamenti una personalità aggressiva e incurante della integrità fisica e psichica della donna.

Estremamente gravi i reati contestati; maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale con la minaccia di una pistola.

Nel corso del tempo l’uomo, M. F. vittoriese 66enne, ha tentato di aggredire la moglie all’uscita del posto di lavoro, inviato SMS coi quali chiedeva i soldi del mantenimento, minacciava di bruciare il mobilio acquistato dalla donna e la apostrofava “pezzo di troia e sgualdrina”.

La donna, 61enne, da quando si era accorta che il marito intratteneva relazioni extraconiugali con donne romene aveva deciso di non avere più rapporti sessuali con lui.

Questi la obbligava, minacciandola con una pistola che deteneva illegalmente, incurante delle resistenze e del fatto che nella stanza accanto dormisse la figlia 21enne.

La ragazza più volte si è resa conto della drammatica situazione ed una volta è stata percossa con violenti schiaffi, pugni ed un calcio alla schiena solo perché aveva difeso la madre priva di sensi e sulla quale il padre scaricava i suoi istinti. Ed alle rimostranze, l’uomo rispondeva “si, sono un porco ma almeno sono soddisfatto”.

Ieri sera, per M.F., pregiudicato per armi, si sono aperte le porte del carcere di Ragusa.

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