Chiaramonte arsa dai delinquenti e dall’indifferenza

Chiaramonte Gulfi. 01/07/2017

Distrutta da un incendio di chiara origine dolosa, la pineta di Chiaramonte Gulfi, uno dei polmoni verdi più belli della Sicilia Orientale. Le fiamme appiccate in vari punti della splendida e immensa “macchia”, hanno divorato in poche ore, ettari ed ettari di piante ad alto fusto, molte delle quali secolari. Il vento di scirocco, probabilmente atteso dagli ignobili e immondi esseri che hanno appiccato il fuoco, ha alimentato le fiamme fino a spingerle ai bordi di tantissime abitazioni del centro montano della provincia iblea. Molte case di riposo per anziani e moltissime abitazioni di persone comuni, sono state evacuate per il timore che la tragedia potesse avere effetti ancora più tragici e ferali. L’intervento dei vigili del fuoco locali e della protezione civile, è stato abbastanza celere, ma data la proporzione dell’incendio, la dimensione dell’area interessata  e il percorso impervio che avrebbero dovuto percorrere gli automezzi di soccorso disponibili in provincia, si è reso necessario l’intervento dei Canadair che sono dovuti arrivare, quando già era troppo tardi dalla capitale. Due dunque gli elementi che hanno reso impossibile l’opera di salvataggio di una bellezza naturale straordinaria, avviata da pochi, con mezzi inadeguati; il primo, il lucido criminale disegno di chi ha appiccato le fiamme, il secondo, l’indifferenza con cui i nostri governanti, gestiscono la nostra Isola e i suoi abitanti. Una presidenza della Regione assente, una deputazione distratta, e un popolo, quello siciliano, ormai fin troppo abituato a subire passivamente le continue angherie cui è sottoposto.

Ma anche Comiso è stata “baciata dalla fortuna” di avere qualcuno che ha voluto emulare gli altri volgari malviventi della vicina Chiaramonte. Un intero quartiere infatti, anche in questo caso mettendo a repentaglio la sicurezza dei cittadini, è stato bruciato, probabilmente da un paio di bulli che, a bordo di uno scooter hanno appiccato il fuoco in più punti. Forse quando si compiono questi gesti insani e privi di logica, non ci si rende conto che, per quanto riguarda la vegetazione distrutta nella pineta, non basteranno 50 anni per farla ricrescere; e per quanto riguarda i danni provocati alle strutture di alcuni immobili di Comiso, uno per tutti, il Palaroma, sono andati in fumo centinaia di migliaia di euro, in una regione che deve fare i conti, minuto dopo minuto, con il lavoro che non c’è, con un clima sempre più rovente che non si può permettere di sprecare tonnellate di acqua perchè qualche mascalzone appicca il fuoco e per un futuro dei nostri giovani, sempre più incerto e precario. Di tutto quello che è accaduto non possiamo che vergognarci, tutti, anche quelli che pensano di non avere responsabilità. Una vergogna che dovremmo provare tutte le volte che impugniamo la penna per decidere, attraverso il voto, la sorte della nostra terra, bella ma martoriata.

Alcuni amici di Articolo uno, in verità gli unici, mi hanno contattato più volte perchè io riportassi il loro sdegno per quanto è accaduto. Lo faccio volentieri in quanto vorrei che fossero sempre moltissimi gli indignati, ma purtroppo, la lotta tra indignati e indifferenti, è impari a scapito dei primi e a favore degli altri. Così non può continuare, siamo gli ultimi in una terra che ha tutto, dal clima al carburante, ma che non riesce ad emergere, anzi, non riesce nemmeno a mantenere la testa fuori dall’acqua per sopravvivere.

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