“Favorevoli e contrari”. Il virus uccide noi ci “scorniamo” l’un l’altro per contenderci il diritto dell’ultima parola.

Vittoria. 24 marzo 2020
Riflessioni, forse condivisibili, forse no, di un giornalista impenitente, anziano, testardo e…stupito!

In questo periodo, si sa, si sta forzatamente ma correttamente e giustamente in casa, si parla poco, si ascolta molto, forse troppo, si riflette tanto? Chissà! Tra i mille pensieri che scorrono nella parte grigia della nostra testa, il primo in assoluto è il Coronavirus, uno sconosciuto cattivo e intransigente (non guarda in faccia nessuno) che sta mietendo migliaia di vittime e che, purtroppo, non ha ancora deciso quando ripartire. D’altra parte ha ragione, ha fatto e sta facendo il giro del mondo, dove va? Lo spazio, forse, per lui è troppo distante. Una situazione estenuante dunque, una di quelle situazioni che dovrebbe mettere tutti noi, potenti e non; ricchi e poveri; belli e brutti; grassi e magri, intelligenti e cretini, nelle condizioni di prendere in seria considerazione la possibilità che questo momento, non avrà la durata di un solo un “momento”, ma molto di più. Quindi che fare? Convivere insieme serenamente, prima in famiglia, poi con gli amici che sono reali e materiali, ma che per l’occasione sono diventati virtuali, infine con il resto del mondo, tutto immerso nella stessa pozza di acqua infettata dallo stesso nemico che semina sofferenza, e, per fortuna, solo in alcuni casi, morte.
Ma noi che stiamo dimostrando di non essere i penultimi della categoria elencata precedentemente, (sufficientemente intelligenti) ci ostiniamo a scornarci, l’uno contro l’altro, innescando dispute infinite sui Social, sui gruppi privati, sulle chat e chi più ne ha più ne metta.
Allora accade che le contrapposizioni tra noi, restano ideologiche, politiche, a volte prive di contenuti seri, veri e reali, come se le scelte ideologiche e politiche fatte da noi, fossero le migliori, ma non importa, quello che conta è, che ad avere l’ultima parola siamo noi, solo noi.
Oltre a questo dobbiamo prendere in seria considerazione le fake dalle mille sfaccettature e dai mille volti, che ci sommergono, facendoci cadere, perchè le pigliamo per verità assoluta, nel barato della depressione.
Ma torniamo alle contrapposizioni, appena c’è qualcuno che dice qualcosa che non ci convince, o non è confacente, “i cui sinonimi sono: conveniente, opportuno, utile, conforme, vantaggioso,” alle aspettative e/o idee di ciascuno di noi, allora ci scateniamo con gli improperi, le offese, gli insulti, e non ultimi, gli elenchi delle appartenenze. Infatti, dopo avere valutato a occhio, positivamente o negativamente, l’appartenenza del o dei nostri interlocutori, lo o li tacciamo con: fascista, comunista, estremista e tanto altro ancora. Giusto per il gusto di “primeggiare”, contestare, apparire, avere il diritto dell’ultima parola.
Inconcepibile e ingiustificabile, per me, tutto ciò, ecco perchè tra le mie sensazioni, indico anche lo stupore. Possibile che nessuno di noi si accorga di quanto ci accade intorno?
Riflettiamo, non perdiamo la testa, e affianchiamo all’isolamento, la capacità di consentire agli altri di esprimere le proprie idee, non sono solo le nostre quelle buone, risolutive e adattabili a tutti i tempi e a tutte le circostanze.
Riflettete anche voi.

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