Il nonno dei bimbi ragusani è partito per l’ultima meta. Addio Nicola Spata.

Ragusa. Sicilia. 21/09/2015 – Nicola Spata, medico pediatra per antonomasia, si è spento nella sua casa di Marina di Ragusa, circondato dall’affetto dell’amata moglie, dei figli e dei nipotini. Una malattia inesorabile e subdola lo ha costretto ad arrendersi, nonostante nella sua lunga vita, non si fosse mai arreso.
Da 60 anni il Dottore Spata, si prendeva cura dei bambini, non solo di Ragusa e provincia, ma di buona parte dell’Isola. Migliaia di genitori hanno affidato alle sue cure scrupolose i loro bambini, con la certezza matematica che “nonno Nicola” avrebbe fatto di tutto per aiutare quei piccoli e innocenti pazienti che tanto ha amato. Sempre disponibile e pronto ad intervenire, a volte anche a scapito della sua sicurezza, così come è accaduto 42 anni addietro, quando un mio nipotino, colto da una crisi convulsiva a causa della febbre altissima, ci ha fatto temere il peggio. Era una sera di dicembre in cui la pioggia non smetteva da ore, tanto è vero, che nella notte si verificò una alluvione. Appena contattato telefonicamente, prese la macchina e dopo meno di 40 minuti arrivò a Vittoria. Episodi simili ne potrei raccontare a centinaia, forse a migliaia. Nicola Spata non era un medico, era il medico, e la sua professione la svolgeva con una passione sfrenata e una bontà che andava oltre ogni limite. La sua professionalità era conosciuta in tutta la Sicilia e il suo amore per i bambini era noto a tutti.
Adesso non è più con noi, e stamani, la piccola chiesetta della sua amata Marina, non riusciva a contenere le persone che gli hanno reso l’estremo omaggio.
Onesto, corretto, leale, gentile, trovava sempre una parola di conforto per tutti; ultimamente si era recato parecchie volte in Paesi meno fortunati del nostro ed ha aiutato, a volte anche con delicati interventi, molti bambini a sopravvivere.
Adesso che non è più con noi, faticheremo parecchio ad abituarci all’idea.
Al figlio Francesco, fedele compagno di lavoro e “amico” del padre, agli altri figli, alla moglie, ai nipotini e a tutta la famiglia, vadano le più sincere condoglianze mie e della redazione di Italreport.

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