Indignazione e rabbia. Ma non facciamo di tutta l’erba un fascio…

Indignazione e rabbia. Perché notizie come queste non vorresti mai apprenderle. La vicenda dei quindici vigili del fuoco volontari del distaccamento di Santa Croce Camerina, oggi lascia l’amaro in bocca.

E’ giusto specificare, che il corpo dei Vigili del Fuoco, è composto dagli effettivi, regolarmente assunti e dai volontari, ovvero persone che danno la loro disponibilità a prestare servizio senza percepire stipendio. In realtà viene riconosciuta a quest’ultimi un’indennità, pari a circa 10 euro l’ora, ogni qualvolta escono per interventi. Ciò cosa vuol dire in soldoni? Se un volontario si trova in servizio e durante il turno non arriva nessuna richiesta d’intervento non percepirà indennità.

Un sapore ancora più amaro, come dicevamo, perché si tratta di “volontari”. Ma cosa vuol dire essere volontario oggi? E’ possibile che alla fine il tutto si riduce ad una mera possibilità di ottenere comunque, anche a lungo termine, un corrispettivo in denaro o una posizione lavorativa?

Ogni giorno, incuranti del pericolo migliaia e migliaia di uomini, appartenenti al corpo dei Vigili del Fuoco scendono in campo per soccorrerci, per evitarci pericoli, mettendo la propria vita al nostro servizio. E state certi che, considerando le misere paghe, non lo fanno per denaro.

Lo fanno perché credono in un qualcosa di più grande, perché sono animati da spirito di servizio, passione e amore per gli altri.

Il pensiero va a questi uomini che questa mattina, per colpa di alcuni soggetti che pare abbiano agito solo perché mossi da avidità, si ritrovano inghiottiti da una voragine mediatica che non lascia spazio. A loro l’immensa stima perché del loro lavoro fanno giornalmente una passione, a volte sacrificando anche gli affetti familiari.

A questi nostri angeli il più sentito grazie per non aver mai smesso di operare anche nelle situazioni più disagiate.

Alla rabbia verso questi 15 “volontari” preferiamo mille volte un elogio ai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Ragusa per le azioni meritorie che giornalmente compiono, spesso, senza squilli di tromba.

 

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