Non bisogna abbassare la guardia la malapianta della criminalità non è stata estirpata del tutto

gianni di gennaro
Vittoria (RG) 24/05/2015
Si è concluso a tarda ora l’importante e interessante convegno proposto e organizzato dalla Società di Mutuo Soccorso, Rosario Cancellieri di Vittoria. Un appuntamento che è servito a ripercorrere un passato non lontano, in cui la città di Vittoria, ha vissuto gli anni più neri della sua storia. In un Teatro comunale gremito di gente di ogni ceto, gli illustri ospiti: Bruno Giordano, nostro concittadino trapiantato da anni al Nord, dove esercita la professione di magistrato di Cassazione e docente universitario; e Fabio Scavone, magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, che solo nella nostra città ha firmato più di 900 provvedimenti restrittivi, nei confronti di altrettante persone, hanno esaminato il passato, il presente e il futuro, di una città che ha subito angherie, soprusi e innumerevoli atti criminali. Con l’invito di non abbassare la guardia.
Dopo l’introduzione della giornalista Nadia D’Amato, che in maniera sintetica ma precisa, ha fatto il sunto dei lavori, è stata la volta di Giovanni Lucifora, il noto sociologo già sindaco di Vittoria, che ha ringraziato la Rosario Cancellieri ed ha ceduto la parola al suo massimo rappresentante, il presidente Settimo Caldarera. Poi è stata la volta del primo cittadino, Giuseppe Nicosia, che era già salito sul palco precedentemente, per consegnare onorificenze a tre “figli” illustri: l’ingegnere Alessandrello, Il padre del musicista Cafiso, (attualmente assente perchè in Brasile) e lo stesso magistrato Giordano.
< Questo appuntamento mi e ci riempie il cuore di gioia > ha detto Nicosia < perchè non bisogna mai dimenticare la storia, sia quella buona, sia quella meno buona, in quanto fa parte di noi tutti.>
Subito dopo gli onori di casa, sono iniziati i lavori veri e propri, quindi, con dovizia di particolari e con tantissima professionalità, i due magistrati, scambiandosi di tanto in tanto il microfono, hanno illustrato la storia della criminalità vittoriese, che ha prodotto, non solo tantissimi morti ammazzati, ma anche devastanti e pericolosi risvolti nella vita economico-sociale di tutta la comunità.
Una platea silenziosa e attenta, ha così trascorso, tra una ricostruzione e l’altra, quasi tre ore, senza mai accorgersi che le lancette degli orologi andavano avanti inesorabili come sempre.
Tre gli interventi, a conclusione dei lavori: quello di Ciccio Aiello, anch’egli ex sindaco come Lucifora e come Enzo Cilia, intervenuto subito dopo. Entrambi hanno ribadito che, contrariamente a quanto ipotizzato in un passaggio precedente di Scavone, la città si era già ribellata al racket, alla mafia e alle estorsioni, con manifestazioni di piazza, di cui una, che ha fatto registrare la presenza di 15.000 persone, sul finire degli anni 80.
Inevitabile l’intervento di chi scrive, chiamato indirettamente in causa, per avere vissuto in prima persona, in qualità di cronista, tutti gli episodi ricordati. A conclusione dell’intervento, un caloroso ringraziamento ai relatori, con un “grazie” particolare rivolto a Bruno Giordano, per la sua impareggiabile concretezza, precisione e professionalità.
Inoltre, un grazie è stato rivolto anche alla Rosario Cancellieri che, con questa manifestazione, ha dato la possibilità di ripercorrere sentieri che nessuno auspica di volere percorrere ancora; ma senza sottovalutare la necessità già precedentemente richiamata dai magistrati, di non abbassare mai la guardia, di vigilare e di non fidarsi delle apparenze, perchè le apparenze ingannano.

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