Quando l’esagerazione travalica, la democrazia è in pericolo

gianni di gennaro

ROMA – 03/01/2015 – In questi primi tre giorni del nuovo anno, c’è stato un gran parlare sull’assenza di oltre 80 agenti della polizia municipale di Roma, nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, assenza, che a dire del sindaco Marino, del Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi e di una vasta maggioranza di politici, sarebbe stata strumentale, nonostante nella stragrande maggioranza dei casi, si trattasse di assenze per malattia. In alcuni casi, diversi agenti, hanno usufruito di ferie già concordate con l’Amministrazione comunale, ma nessuno, nonostante si trattasse di una emergenza, ha pensato di fare rientrare questi soggetti.
Adesso si grida allo scandalo e si reclama vendetta, tremenda vendetta, ipotizzando una serie di provvedimenti disciplinari, da assumere nei confronti di quanti si sono assentati nella notte più lunga dell’anno.
Renzi ha pure preannunciato, che cambierà la legge sul pubblico impiego, in modo da rendere impossibile, il verificarsi di altri episodi simili.
Sin qui la cronaca di un fatto inquietante e dannoso per la capitale d’Italia, ma non tanto dannoso quanto quello riferito ai fatti che si sono verificati pochissimi giorni addietro, e di cui si sono resi protagonisti, personaggi importanti della vita pubblica italiana.
Adesso, non vorrei apparire saccente, arrogante, sapiente o presuntuoso, ma un ragionamento va fatto.
Ferma restando l’ipotesi che, se l’Amministrazione, ha già accertato che il personale di polizia municipale, ha esibito certificazioni mediche per “scambiare” uno sciopero per malattia, questo personale va perseguito. In questo caso, comunque, chi ha compilato materialmente una certificazione medica, apponendo la propria firma in calce al foglietto di carta trasmesso telematicamente all’INPS, nel caso in cui, si dovesse accertare la malafede, va perseguito molto di più, rispetto a chi lo ha utilizzato.
Ma se così non fosse, se nessuno dunque avesse avuto modo di accertare che si tratta di false certificazioni, e di questo siamo fermamente convinti, perchè non ci sono stati i tempi necessari e i mezzi per farlo, con queste dichiarazioni e queste prese di posizione inopportune, nonchè con questi proclami che preannunciano “cose turche”, stiamo certamente rischiando, di mettere in serio pericolo la democrazia, o forse sarebbe opportuno scrivere, quel pizzico di democrazia ancora rimasta.
Mettiamoci per un attimo nei panni di un lavoratore che sta male (tra l’altro è anche periodo di influenza, e molti non si sono vaccinati per i noti casi) questo si reca dal medico, dichiara i sintomi, chiede di non andare a lavorare perchè non si sente, e il medico, dopo opportuna visita, dopo opportuna valutazione, ritiene, a suo insidacabile giudizio, di consentire al lavoratore di non recarsi al lavoro, riconoscendo al paziente l’incapacità fisica e mentale di espletare le proprie mansioni, che reato ha compiuto?
Inoltre, se l’Ordine Nazionale dei medici, decidesse di denunciare chi mette in dubbio le certificazioni rilasciate, che cosa accadrebbe?
Ergo, ho la sensazione netta, che l’esagerazione abbia passato ogni limite, e la democrazia, corre un serio pericolo. Torniamo a poggiare i piedi per terra, accertiamo quello che c’è da accertare, assumiamo i provvedimenti, qualora siano da assumere, ma evitiamo di strombazzare ai quattro venti, argomentazioni e supposizioni che non hanno basi concrete e che sono solo assurde ipotesi. Forse, così facendo, l’Italia ci guadagna in immagine.

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