Quando un “cronista” si indigna la misura è colma. Magistrati e politici intervengano subito.

Vittoria- Sicilia, 24/10/2015 – Stidda, mafia, criminalità organizzata, malaffare, argomenti questi, che purtroppo, giornalmente, sono sulle bocche di tutti i vittoriesi.
Una nuova operazione di polizia, condotta dalla squadra mobile iblea e dagli agenti del locale commissariato, per infliggere un altro duro colpo ad una organizzazione criminale, composta apparentemente da tre persone, che quasi certamente stava preparando un “attacco” nei confronti di altri “gruppi” e quindi delle istituzioni. Un arsenale di armi sequestrate, tra cui pure una penna che spara proiettili, quasi simile a quella utilizzata dal mitico agente 007. Vittoria e Comiso le città interessate. Armi sofisticate, alcune persino con congegni di puntamento laser, pistole modificate e munite di silenziatore, munizioni di vario calibro, giubbotti antiproiettile, fucili a pompa e ancora armi provenienti dal mercato estero, materiale esplosivo, attrezzi per caricare cartucce di tutti i calibri, macchinari per la fabbricazione e la modifica delle potenzialità delle munizioni e anche droga. Tutte le armi, di spiccata potenzialità offensiva, sono in ottimo stato ed in perfetta efficienza e sono al vaglio della scientifica per verificare se sono state utilizzate per commettere delitti. Tre gli arrestati: Rosario Greco di 32 anni, a cui è stato contestato il reato di detenzione illegale di un fucile a pompa fabbricato in America, con puntatore laser, altre parti di armi di provenienza sconosciuta e munizioni; Marco Di Martino, di 40 anni, che è stato ammanettato per detenzione illegale di 5 fucili dotati di congegni di puntamento ottici per tiro di alta precisione, tre pistole, la penna pistola, un giubbotto antiproiettile e materiale per fabbricazione di esplosivi. Inoltre, polvere da sparo, una pressa per confezionare cartucce e oltre mille munizioni di vario calibro.
Infine è stato tratto in arresto il ventiquattrenne Andrea Di Martino, che oltre a detenere illegalmente 3 pistole e 2 fucili, era in possesso di circa 700 grammi di marijuana. Cinque persone sono state denunciate a vario titolo, in stato di libertà. Un arsenale che sarebbe bastato ad un mini esercito per far fronte a decine di presunti avversari.
Un’altra operazione dunque, quella della polizia di Stato, precisa, pronta e puntuale, una delle altre mille che si sono succedute negli anni e che ci hanno fatto ritenere, sbagliando sempre, che ogni intervento potesse essere ultimo e risolutivo.
Invece no, io stesso sono stato indotto in errore, nonostante sin dal 1978, mi sono occupato quasi esclusivamente di reati di mafia e della criminalità organizzata.
Oggi, ancora una volta, torniamo a parlare di argomenti che fanno indignare persino i cronisti; uno per tutti, Beppe Cavaleri, originario di Vittoria e da oltre mezzo secolo residente in varie località del mondo e d’Italia. Giornalista d’assalto, fu l’unico, negli anni 70, quando si utilizzavano a proprio rischio e pericolo, apparecchiature scanner che intercettavano le radio di carabinieri, polizia e finanza, per gli scoop del mestiere, fu l’unico dicevo, ad arrivare davanti alla casa di un pericoloso latitante ricercato da anni, qualche minuto prima della polizia, e a scattare le foto dello stesso, mentre usciva dal portone con le manette ai polsi.
Un uomo-giornalista che non si è mai fermato dinanzi a nulla, pur di portare nella redazione di Maurizio Costanzo, direttore dell’epoca del giornale con cui collaborava Cavaleri, il suo servizio giornalistico.
Eppure oggi, Beppe Cavaleri si indigna e si rivolge, per mio tramite, trovando in me un alleato di ferro, ai magistrati e ai politici.
Quando Beppe mi ha reso partecipe del suo pensiero, l’ho subito condiviso e adesso lo rendo pubblico per scuotere gli animi di tutti noi e di chi amministra, la giustizia e le città.

Print Friendly, PDF & Email