Scoglitti – estate 2015 bilancio disastroso –

Scoglitti (RG)
16 agosto 2015
Ferragosto è ormai un ricordo, e come tutti gli anni, l’indomani della notte estiva più pazza dell’anno, si tenta di tracciare il bilancio dell’andamento della stagione, anche se da noi, a parte qualche breve precipitazione, il caldo sarà ancora il protagonista dei prossimi mesi. Un’occasione questa, quella del prolungamento della stagione balneare, che potrebbe essere una opportunità per imprenditori e operatori turistici, per continuare a “sfruttare” una risorsa della natura, che altre regioni d’italia non hanno.
Eppure non è così, sembra strano, incomprensibile e incredibile, ma è vero.
Qualcuno potrebbe obiettare: ma sono incapaci i nostri imprenditori del settore o esistono impedimenti di altro genere, se una stagione fallisce? La risposta è sotto gli occhi di tutti. Sembra quasi un accanimento nei confronti di coloro i quali, con risorse proprie e senza nulla chiedere ad altri, hanno intrapreso un percorso intelligente, che potrebbe consentire ai nostri giovani, di non “fuggire” dai luoghi in cui sono nati, per accedere al mondo del lavoro, incrementando un settore, quello del turismo, che in Sicilia dovrebbe essere il pilastro portante dell’economia.
Ma ciò non è possibile, anzi, si fa di tutto per fare scappare la gente, per farla disamorare e per non tornare mai più, in luoghi in cui, la natura, è stata molto generosa.
Il litorale, uno dei più belli dell’Isola, e non per spirito di campanilismo, ma perché ce lo dicono gli altri, è stato ripulito a luglio inoltrato, dopo polemiche, proteste, critiche e quant’altro.
Fatto ciò, quando sembrava che la stagione si avviasse ad un iter regolare, è iniziata la “tragedia” della fognatura che scarica in mare e che ormai si protrae da quasi mezzo secolo. Inevitabilmente si è avviato il percorso dello scarica barile e delle responsabilità da attribuire esclusivamente agli altri e mai a chi è il vero responsabile di questo atavico problema. Alla fine c’è stato l’intervento della Procura, che ha sigillato quello che in tanti, artatamente e strumentalmente, continuano a definire depuratore, ma che depuratore non è.
Anche in questo caso, polemiche a iosa, accuse reciproche, “grossolane e ingiustificabili imprudenze” da parte di chi si è spinto fino a definire sciacalli coloro i quali denunciavano questi fenomeni, accusandoli persino di essere loro i veri responsabili della “fuga” dei turisti, dichiarazioni inverosimili di amministratori che negavano l’evidenza, e chi più ne ha metta.
Alla fine, il primo cittadino, con un gesto di coraggio e con la consapevolezza che le bugie hanno le gambe corte, ha rilasciato una dichiarazione ai media, ammettendo l’esistenza del problema, smentendo chi si era spinto ad affermare cose diverse, e impegnandosi a tentare di risolvere i problemi.
Ma ciò non è bastato a riportare serenità tra i cittadini, perché nel frattempo, dopo un breve temporale estivo, sono saltati i soliti tombini, è venuta fuori la solita fogna, e il fetore insopportabile, ha invaso le strade della frazione marinara di Vittoria.
Poi, è arrivato ferragosto, preparativi, spese, impegni economici degli operatori turistici, prenotazioni e aspettative. Ma nella magica sera del 14 che da poco ci ha salutato, improvvisamente, mentre le comitive si avviavano per raggiungere i locali presso i quali avevano deciso di trascorrere la notte, si è incendiata una cabina dell’Enel,mandando inesorabilmente in fumo, il lavoro e l’impegno economico, di tanti imprenditori. Tutto ciò, nonostante la fornitura di energia, fosse stata più volte sospesa per interventi che avrebbero dovuto scongiurare quanto si è verificato, sin dal mese di giugno. L’energia è stata ripristinata intorno alle 22,50, ora in cui la gente aveva già lasciato i locali, pretendendo, giustamente, il rimborso delle somme anticipate al momento della prenotazione.
Questo è un breve riassunto, senza nulla aggiungere e senza nulla togliere, di quanto è accaduto in questa stagione, serve aggiungere altro?
Per quanto ci riguarda, pensiamo che non serva, vorremmo solo ribadire, che quando si ama un luogo e la gente che in esso vive, è necessario denunciare pubblicamente quanto accade, a tutela e salvaguardia di tutti coloro che non hanno voce, riservandoci comunque, e auspicando, di tornare a parlare al più presto di Scoglitti in termini positivi, e auspicando che le solite voci incontrollate e prive di senso, non scambino strumentalmente un servizio giornalistico per una mera e inesistente campagna elettorale.

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