Se l’insistenza “uccide” non è coraggio, è arroganza.

gianni di gennaro

Sicilia 18 gennaio 2015 – Dopo i tragici fatti di Parigi, che non esito a condannare ancora una volta in maniera ferma e decisa, dopo avere detto e ridetto in tutte le lingue, che la violenza non può e non deve fermare la libertà individuale e quella collettiva, dopo avere difeso il diritto di informazione e di critica, dopo avere ribadito che ognuno ha il diritto di credere al proprio Dio, e il dovere di non imporlo agli altri, non posso esimermi dall’esprimere qualche considerazione.
Se esistono dei fanatici che non esitano ad uccidere ignari e incolpevoli innocenti, perchè “altri” esprimono considerazioni più o meno gradite, o disegnano vignette ritenute blasfeme, a chi giova perseverare nella provocazione? Se il raziocinio e l’equilibrio, non riescono a prevalere sull’istinto di alcuni, che imbracciano le armi e ammazzano senza esitazione, chiunque capiti loro davanti, a cosa serve mettere a repentaglio la vita di decine di persone e la sicurezza stessa di una nazione?
Non penso di difendere posizioni indifendibili di ignobili delinquenti, se auspico che le provocazioni abbiano fine. Non ritengo di volere giustificare squallidi assassini, se penso che l’insistenza che uccide, non è coraggio, ma solo arroganza, soprattutto quando questa coinvolge ignari cittadini dell’Europa e del mondo.

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