Trema il centro Italia, paura e morte.

Roma. 24/08/2016
Un terremoto devastante paragonabile a quello dell’Aquila, ha colpito la notte scorsa alle 3,36 il centro Italia, provocando terrore e morte tra le popolazioni coinvolte.
Un terremoto di magnitudo 6.4 che non ha lasciato scampo alle abitazioni dei paesini rasi al suolo, con case costruite con criteri che nulla hanno a che fare con quelli antisismici. Tutti, così come solitamente accade nella stragrande maggioranza degli eventi sismici, sono stati colti di sorpresa mentre dormivano, e nessuno, a parte qualcuno che per lavoro era in piedi, ha potuto prevenire l’evento improvviso.
La macchina dei soccorsi si è subito messa in moto e, nonostante le difficoltà riscontrate per raggiungere le località colpite, gli interventi dei vigili del fuoco, delle forze dell’ordine, della protezione civile e dei volontari, hanno contribuito e stanno contribuendo a salvare vite umane.
Ovviamente, ognuno ha qualcosa da ridire su tutto e su tutti, lanciando accuse e improperi e sottolineando che se al posto di tizio o caio, ci fosse stato qualche altro, le cose sarebbero andate meglio.
Il terremoto è un evento naturale disastroso che purtroppo, nonostante gli enormi passi in avanti sul campo della ricerca, non può essere previsto prima che accada.
Inutile quindi fare propaganda politica a questo o quello, inutile metterla sul politichese per sponsorizzare qualcuno facente parte del proprio orticello ristretto e personale; ciò nonostante ogni essere pensante è libero di schierarsi politicamente con chi vuole ed esprimere democraticamente le proprie idee.
Come si noterà, questa non è la cronaca di quanto accaduto e non vuole essere un resoconto dei danni subiti e delle perdite di vite umane, per questo c’è già chi, stando direttamente sui posti dove si è consumata l’immane tragedia, svolge un ottimo lavoro e periodicamente aggiorna i dati.
Questo è solo un invito, un invito a non trasformare, come accade di volta in volta, un evento drammatico, in una corsa alla speculazione di ogni genere.
Adesso è solo il momento del silenzio e dell’azione.
Solidarietà ai popoli colpiti dal sisma e ammirazione per chi sta partecipando al soccorso.

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