Via Cavour zona scuola Vittoria Colonna come le favelas brasiliane abbandonate dalle istituzioni e in mano a vandali e bulli.

Vittoria. 09/01/2018
Non avrei mai immaginato di dovere utilizzare un editoriale, in qualità di Direttore di questo Giornale, per potere raccontare, assumendomi in pieno ogni responsabilità e parlando quindi in prima persona, per avere constatato personalmente, le cose nefande e sconvolgenti che accadono nel tratto di via Cavour, di fronte alla scuola Vittoria Colonna, persino davanti agli occhi di tutori dell’ordine, che rimangono indifferenti. Dalla mattina alla sera, dal lunedì alla domenica.
Orde di ragazzi di età compresa tra i 12, i 17 anni e oltre, sono diventati gli indiscussi “proprietari” di un territorio che marcano come fossero randagi, imponendo a chiunque transiti da quel tratto di strada, a chi ci vive e a chi svolge, anzi, svolgeva una attività commerciale (visto che adesso la gente non frequenta più quelle attività commerciali) le loro “leggi”, offendendo uomini donne e bambini di ogni età e danneggiando volontariamente, tutto ciò che capita.
Da mesi, forse da anni, esattamente da quando quella zona è diventata pseudo isola pedonale, pseudo in quanto, ai commercianti viene fatto divieto di fare entrare momentaneamente i mezzi che trasportano merce, mentre “altri” entrano ed escono con ogni mezzo, in ogni ora e senza che nessuno, ma proprio nessuno, opponga resistenza o contesti qualcosa. Di quanto accade sono a conoscenza, tutti i responsabili di tutte le istituzioni che dovrebbero tutelare e garantire la libertà e la sicurezza ai cittadini, per le centinaia di segnalazioni, e non anonime, ma con tanto di nome e cognome di chi segnala, ma i risultati, ad oggi, sono pari allo zero.
E dire che chi scrive, molto spesso, ha segnalato personalmente avvenimenti di una gravità straordinaria, ma nonostante l’attesa dell’arrivo di qualcuno che potesse intervenire, a volte durata decine e decine di minuti, non si è mai visto nessuno. La “favelas” forse incute timore?
Adesso i cittadini, e non solo quelli residenti lì, ma anche quelli dei quartieri circostanti, si sono riuniti, hanno costituito un comitato, tramite un loro delegato si sono rivolti a Ciccio Aiello e hanno chiesto un intervento concreto, minacciando (e su questo non hanno trovato condivisione) atti eclatanti. Aiello ha raccolto l’appello ed ha assicurato il suo intervento, ipotizzando persino di avviare una iniziativa giudiziaria.
Ma condivisione o no, si sa, di fronte al furore del popolo offeso, vituperato, avvilito e stanco di subire, non esistono parole che possano placare l’ira.
Giusto per fare intendere a quanti potrebbero ancora far finta di non capire, stiamo parlando di ragazzi minori che fanno sesso, in pieno giorno, sulla strada; stiamo parlando di minori che spacciano e se qualche commerciante guarda dalla vetrina, di notte quella stessa vetrina viene frantumata; stiamo parlando di bulletti che picchiano in branco, selvaggiamente, ragazzi che hanno la sventura di passare da lì, e ai quali chiedono di consegnare il telefono o i soldi.
Cosa aspettiamo che accada? Stiamo parlando di ragazzi che fanno le gare con le bici, su tutta la via Cavour, ad una velocità tanto elevata, che se dovessero investire un pedone, potrebbero pure ucciderlo. Vogliamo che ci scappi il morto?
Le Istituzioni preposte di questa provincia, il Prefetto, il Questore, il comandante provinciale dell’arma dei carabinieri e il comandante della locale polizia, a mio modesto avviso, hanno il diritto/dovere di verificare e, qualora questa nostra denuncia non trovasse riscontro, agire legalmente, ma se dovesse essere veritiera, intervenire, al più presto, subito, prima che accada qualcosa di irreparabile. Poi nessuno venga a dire che non era stato informato, mentirebbe spudoratamente.

Print Friendly, PDF & Email