“Vittoria” città allo sbaraglio…

Vittoria. 09/09/2019
“Vittoria incontrollabile, Vittoria in mano alla criminalità, Vittoria Omertosa, Vittoriesi mafiosi,” tutto questo è quello che giornalmente si dice della nostra città, c’è persino chi ha pubblicato una sorta di poesia, che da almeno un anno è esposta al pubblico sulla staccionata in legno che serve da parete divisoria tra quello che impropriamente viene definito depuratore di Scoglitti e la strada che conduce sul lungomare della riviera Gela. Insomma, per farla breve, una vera e propria guerra accanita e dichiarata nei confronti di un popolo laborioso, lavoratore e produttivo. Un Comune sciolto per mafia, a torto o a ragione, (ma anche il TAR si è espresso a favore dello scioglimento n.d.r.) è sicuramente il sintomo di un malessere che ha fatto assumere, nella capitale, una decisione non facile ed estrema. Si vive male, si vive uno stato di abbandono mai vissuto prima d’ora, amministratori passati, vecchi e nuovi, capaci o incapaci, non erano mai stati “protagonisti” di un degrado tanto tangibile quanto grave. Nessuno sta cercando di difendere posizioni e/o posti, nessuno sta dicendo che in questa città la mafia non esiste, soprattutto chi scrive, artefice di migliaia di servizi giornalistici e televisivi su gravissimi e inquietanti stagioni e fatti di mafia. I clan hanno dominato per anni la città, ma le forze dell’ordine, a cui va la mia riconoscenza e stima, ad ogni azione hanno fatto corrispondere una reazione, forte, decisa, immediata, nessuno ha mai avuto, fino a qualche anno addietro, il tempo e la capacità di riorganizzare le fila delle “famiglie” braccate e arrestate, perchè davanti a loro si contrapponevano le operazioni di polizia, di rilevanza nazionale, a volte, organizzate dalle forze dell’ordine, in meno di 24 ore.
Grandi investigatori hanno lottato strenuamente contro la criminalità e il malaffare, il compianto Marcello Guglielmino, sempre in prima fila e al lavoro, a volte, senza sosta persino per più di 48 ore. Giuseppe Bellassai, attualmente Questore di Taranto, ex Dirigente della mobile di Ragusa; valenti ufficiali e sottufficiali dei carabinieri, il colonnello Antonino Romeo, il colonnello Antonino Drago, il maggiore Francesco Soricelli e tanti altri, tutti protagonisti di una serrata e instancabile lotta e contrasto alla criminalità organizzata. Tutti, ma ve ne sono ancora tanti altri, valenti, capaci e bravi investigatori. Ma oltre alla riconosciuta capacità di intelligence, dalla parte loro avevano anche il personale, contrariamente a quanto accade oggi, infatti, anziché incrementare gli organici, si programmano le chiusure delle caserme dei carabinieri, gli agenti spesso sono costretti ad intervenire economicamente per fare andare avanti le auto di servizio, i turni sono non raddoppiati, ma triplicati e mai compensati economicamente. Insomma, uno sfacelo totale che molto spesso, alle persone comuni, fa porre un inquietante quesito: ma perchè questi validi giovani continuano a lavorare?
A proposito di caserme che chiudono, ancora oggi, su quella di Scoglitti, pende una spada di Damocle in quanto dovrebbe chiudere entro questo mese. Intanto nella frazione rivierasca sono iniziati, smaltita la confusione estiva, i raid di volgari automobilisti da quattro soldi, che sgommano tra la gente inerme. Proprio ieri sera, poco dopo mezzanotte, una BMW scura con a bordo due soggetti che ben che vada avevano alzato il gomito, ha rischiato di investire, in pieno centro, alcuni pedoni. Ad onor del vero, ho chiesto, a chi mi ha raccontato l’episodio, se avessero chiamato il 112 e mi hanno risposto: no, tanto poverini, sono sempre in pochi e super impegnati.
Comincia dunque a prevalere una sorta di sfiducia, ma non nei confronti di chi opera per le strade, ma nei confronti di chi poi, seppure in applicazione della legge vigente, e per carenza di posti nelle carceri, è costretto ad assegnare ai domiciliari l’espiazione della pena. E’ il caso di oggi del giovane che ha violentato per ore, dopo averla sequestrata e rapinata, la ragazza che tornava da una festa organizzata per lei, da amici, per festeggiarle il compleanno. Sergio Palumbo, questo il nome del giovane, si era già reso protagonista di violenza sessuale nei confronti di un’altra donna, nel corso del 2018, eppure era ai domiciliari. Grazie agli uomini del dottore Antonino Ciavola della mobile iblea e agli agenti del commissariato locale, che come scrive giustamente Ciavola nel comunicato stampa, sono attenti investigatori e conoscitori del territorio, l’inqualificabile violentatore è stato identificato ed assicurato alla giustizia.
Alla luce di tutto ciò, non restano alternative se non quelle di darsi una mossa, tutti, ovviamente per primi coloro i quali sono preposti alla salvaguardia della sicurezza pubblica, con l’invio di nuove unità, accantonando quindi le idee di smantellare caserme e commissariati; poi chi è preposto ad amministrare questa città allo sbaraglio, cercando insieme ai cittadini, alle associazioni di categoria, alle organizzazioni sindacali, ai rappresentanti della politica e di movimenti, di programmare un risanamento della città, in tempi brevi, prima che sia troppo tardi.
Se qualcuno leggendo questo editoriale si pone la domanda, ma questa è una denuncia? Lo voglio rassicurare subito, si, lo è, una denuncia forte che avrà certamente un seguito, perchè non si può più dormire mentre Vittoria brucia inesorabilmente.

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