EMERGENZA ALIMENTARE

La mala burocrazia stoppa gli aiuti. Un meccanismo assai contorto che, di fatto, ha rallentato e di molto la distribuzione di alimenti alle tante famiglie ragusane che vivono in situazioni di emergenza  – causa covid-19 – non  solo sociale ma anche economica. La denuncia è del sindacato nazionale Isa che ha raccolto il grido di aiuto di decine di cittadini ragusani che attendono, da settimane, la distribuzione di generi di prima necessità. “Ci risulta, dai dati diffusi dal comune di Ragusa – incalza il segretario generale dell’Isa, Carmelo Cassia .che sono stati distribuiti solo 806 buoni spesa  pari al 40 per cento delle richieste a monte di una situazione sociale molto fragile. Il regolamento emanato dal Comune, in un argomento così importante che riguarda la spesa quotidiana, andava fatto in maniera più snello e immediato  privilegiando, da subito, le famiglie con figli minori a carico. Manca, tra l’altro,  un riferimento temporale sulla durata degli interventi. Per quanto tempo una famiglia potrà usuffruire degli aiuti?”. Il sindacato Isa chiede al sindaco di Ragusa, Giuseppe  Cassì, un intervento immediato affinchè il patto di solidarietà esteso solo alla Caritas e alla protezione civile sia ampio e condiviso a tutte le forze sociali presenti in città. “Chiediamo al sindaco quali solo le difficoltà oggettive –aggiunge –per quale ragione non ci sia stato il pieno coinvolgimento di altre associazioni che potevano dare una  grossa mano d’aiuto per la distribuzione”. Non c’è più tempo da perdere. “La pazienza e il buon senso di tante famiglie  è finito –conclude Cassia –l’amministrazione si deve attivare in tempi celeri”.

Marcello Digrandi

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