ADR e SNADIR al servizio della formazione e della tutela dei docenti di religione di tutta Italia

Dopo i Corsi di Catania, Assisi e Roma, altro convegno lo scorso 21 aprile a Pisa

PISA – Oltre 150 docenti della Toscana e dintorni hanno partecipato al convegno di aggiornamento sul tema “La didattica digitale nell’Insegnamento della religione cattolica”, tenutosi lo scorso 21 aprile a Pisa presso l’Hotel Galilei per iniziativa dell’ADR, associazione nazionale dei docenti di religione accreditata al MIUR come ente di formazione, in collaborazione con lo Snadir, Sindacato nazionale degli insegnanti di religione, le cui sedi nazionali si trovano a Modica.
Un convegno centrato sull’importanza della relazione educativa e delle Nuove tecnologie nella didattica, come ha sottolineato in apertura Marisa Scivoletto, cui ha fatto seguito il saluto introduttivo da parte del coordinatore nazionale per la formazione dell’ADR, Domenico Pisana, il quale ha focalizzato l’attenzione su alcune domande riguardanti il come motivare gli allievi nell’attività didattica, il come suscitare in loro l’interesse ad una partecipazione attiva, fattiva e collaborativa perché comprendano il valore e il senso culturale della religione nella vita dell’uomo e della società; il che cosa vuol dire comunicare e i fattori che devono caratterizzare il comporta-mento del docente nella relazione educativa, e infine i rischi ai quali possono andare incontro nell’attività di insegnamento e apprendimento docenti “permissivi” o al contrario eccessivamente “direttivi”. Il convegno, al quale hanno portato il loro saluto anche Sandra Fornai, Dirigente scolastico e coordinatore dello Snadir, e Sofia Ascani della segreteria provinciale Snadir di Pisa, si è incentrato su interventi dinamici e cooperativi dei tre relatori invitati.
Molto apprezzata è stata la relazione di Andrea Sales, Direttore del Centro Paradoxa di Treviso e docente di psicologia clinica in varie Università straniere. “La motivazione – ha affermato Sales – è ciò che da senso al rapporto educativo; non solo lo orienta ma lo rende efficace con l’ascolto e l’empatia, preparando il terreno per l’apprendimento . Se c’è motivazione ci può essere successo scolastico; senza motivazione si rischia il fallimento. Docenti motivati possono motivare i propri studenti. La motivazione è infatti ciò che induce un docente ad una determinata azione didattica; è ciò che spinge il comportamento di un docente verso una data meta”.
Dentro una relazione positiva può avvenire un apprendimento significativo, che esige – ha spiegato Arturo Francesconi, docente e counselor educativo in analisi transazionale, tenere conto delle differenze tra una mappa mentale e una mappa concettuale, nonché delle teorie pedagogiche e psicologiche che sottostanno all’uso di questi strumenti. Il relatore ha dato al suo intervento un taglio laboratoriale molto dinamico e interattivo, invitando i convegnisti ad effettuare delle mappe mentali e a spiegarle nella loro caratterizzazione. Molto gradito anche l’ intervento di Domenico Ternullo docente di Lettere, formatore e animatore digitale, che ha parlato, con l’ausilio di interessanti slide, della “didattica estesa” offrendo ai docenti una concreta proposta operativa per l’attività didattica. Ha concluso i lavori Orazio Ruscica, segretario nazionale dello Snadir, che ha sottolineato i vari punti deboli della Legge di Riforma 107/2015 affermando come penalizzi i docenti di religione e come sia importante intraprendere una azione di lotta per evitare che i docenti di religione vengano discriminati ed offesi nella loro dignità professionale. Ruscica ha altresì posto l’accento sulla questione dei titoli dei docenti di religione, sul bonus ai docenti, sulla questione dei vicari, sulla necessità di indizione di un nuovo concorso per i docenti di religione, cosa che è stata molto apprezzata dai partecipanti al convegno.

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