Agroalimentare. La Fai Cisl chiede al Governo l’adozione del Piano Olivicolo Nazionale

Sbarra (Fai): “Il Piano potrebbe assicurare un futuro certo all’olivicoltura con forti ricadute in termini occupazionali”.Roma, 22 dicembre 2014. “La FAI-Cisl, di fronte alla crisi del comparto e alle gravi conseguenze negative che si ripercuotono pesantemente e drammaticamente sui livelli occupazionali, chiede con forza al Governo l’adozione del Piano olivicolo nazionale”.
Lo dichiara il Commissario della FAI-Cisl nazionale, Luigi Sbarra, che sottolinea pure come “il Piano, prevedendo il risanamento tecnico-colturale delle diverse varietà e la riorganizzazione della rete commerciale, attraverso nuovi impianti, potrebbe assicurare un futuro certo all’olivicoltura con forti ricadute in termini occupazionali”.
Per Sbarra “si tratta anche di salvaguardare una coltura – quella dell’olivo appunto- che ha forti radici nella nostra cultura e nelle nostre tradizioni mediterranee. Per questo è necessario la mobilitazione anche delle Regioni per fare pressione sul Governo non essendo più rinviabile l’adozione di un Piano olivicolo nazionale che tenga anche conto delle diverse specificità colturali di ogni territorio”.
“Siamo certi -ha concluso Sbarra – che così facendo il Governo darà un contributo essenziale per lo sviluppo di tutto il settore agro-alimentare e agro-industriale sostenendo le produzioni, offrendo una prospettiva di futuro al comparto olivicolo e la conseguente ripresa del lavoro e della occupazione”.

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