Assicurazioni di Roma, SNFIA: “Assurdo liquidare una compagnia in attivo, mandando 80 lavoratori in strada”

ROMA – Marino D’Angelo, Segretario Generale del Sindacato delle Alte Professionalità Assicurative, all’indomani del no alla vendita della Compagnia capitolina da parte della Commissione Bilancio, propone un tavolo tecnico per valutare ogni possibilità di risoluzione nell’interesse dei lavoratori e di tutta la collettivitàCome espresso unitariamente dai Sindacati, è inaccettabile chiudere una società in attivo da 16 anni e che nel 2014 ha avuto un bilancio pari a 22 milioni di euro. E la decisione della Commissione Bilancio capitolina di bloccare la vendita di Assicurazioni di Roma lo certifica”. Così dichiara Marino D’Angelo, Segretario Generale di SNFIA, all’indomani del parere negativo dato dalla Commissione Bilancio di Roma Capitale al provvedimento relativo alla compagnia capitolina Assicurazioni di Roma, contenuto nella maxi-delibera propedeutica al Bilancio 2015 che mette in liquidazione ben 28 società partecipate del Comune di Roma, nell’ambito del piano triennale di rientro funzionale al decreto Salva Roma.
Per il futuro posizionamento della compagnia capitolina – continua il Segretario Generale del Sindacato delle Alte Professionalità Assicurative – SNFIA continuerà il confronto unitario con le parti sociali nell’interesse dei lavoratori, ponendosi non solo nel ruolo di Sindacato, ma di “agente sociale”, che opera per il bene dell’intera collettività, sfida ambiziosa ma alla quale un Sindacato che voglia essere attuale nel Terzo Millennio non può sottrarsi”.
In quest’ottica SNFIA propone un tavolo tecnico di confronto tra Roma Capitale e le parti sociali, per valutare ogni possibilità di risoluzione, per comprendere quali siano i reali elementi ostativi che impediscono di tenere in piedi una società produttiva e che garantisce 80 posti di lavoro e per costruire tutti insieme un nuovo modello di gestione. “I lavoratori non possono essere sacrificati in questo momento storico di grande sofferenza economica e sociale – puntualizza D’Angelo – . Non si governa con la paura ma con la responsabilità e il dialogo. Siamo di nuovo nella confusione ideologica: non si può risolvere questa vicenda senza un piano industriale preciso. E’ necessario valutare i fatti: vantaggi, svantaggi e ripercussioni sociali, denunciando gli eventuali abusi e senza confondere la responsabilità di gestione con l’andamento di gestione“.
D’Angelo ricorda infatti con preoccupazione che in discussione c’è la sorte di lavoratori che non hanno più un ammortizzatore sociale specifico, dal momento che il Fondo Bilaterale per la salvaguardia per i lavoratori coinvolti in una liquidazione coatta amministrativa (LCA) è stato chiuso nel 2012. Anche alla luce di questo, il Segretario Generale di SNFIA conclude augurandosi che “tutte le forze politiche aiutino l’amministrazione capitolina a compiere scelte di buon senso“.

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