La sicurezza delle donne: L’Anmil Ragusa scende in campo

Lo fa con uno studio sulla presenza femminile in ambito sanitario e per sabato 7 marzo organizza un convegno sul tema. Il presidente Agnello: “Passi in avanti. Ma non bastano”

RAGUSA – La sicurezza delle donne. E’ questo l’argomento affrontato dallo studio sui rischi legati al lavoro delle donne che operano in vari settori presentato dall’Anmil, Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro, in vista della giornata della donna. Dalla valutazione dei dati Inail emerge che, ad esempio, nel settore sanitario la presenza femminile raggiunge circa il 70% del personale. Una preponderanza non più circoscritta a categorie storicamente femminili e di supporto, come la professione infermieristica, ma che oggi incide anche sui ruoli apicali del mondo medico-scientifico una volta solo appannaggio dell’universo maschile. Il fenomeno infortunistico lavorativo riguarda purtroppo anche le donne, spesso vittime molto più di quanto si pensi e si scriva. “Tra i tanti temi affrontati, quest’anno – dice il presidente dell’Anmil di Ragusa, Maria Agnello, ricollegandosi all’iniziativa voluta dal presidente nazionale Franco Bettoni – abbiamo voluto puntare l’attenzione sui rischi (vecchi e nuovi) presenti nella sanità, con una ricerca che riguarda i profili di maggiore vulnerabilità per le lavoratrici: quei rischi emergenti e più allarmanti per le statistiche e per la medicina (lo stress da lavoro, la violenza e le aggressioni, i disturbi dell’apparato muscolo-scheletrico), in un contesto normativo che a tali fattori non appresta ancora un quadro di tutele completo e dettagliato”.
“Stiamo vincendo anche la battaglia – continua Agnello – per tutelare le donne che lavorano dal dover subire passivamente, nella solitudine e nel silenzio, le violenze psicologiche di genere che le hanno tradizionalmente vessate: lo stalking, cioè molestie continuative gravi e assillanti, lo streaming, ovvero quelle azioni isolate ostili e stressanti, e il mobbing, cioè il terrore psicologico sul luogo di lavoro, non vedono più le donne senza difesa e senza tutela. Nell’arco di una quindicina di anni, infatti, sono quasi raddoppiati – avverte ancora il presidente Anmil Ragusa – i direttori generali donna, mentre i ‘medici in camice rosa’ hanno nettamente sorpassato gli uomini. In questa situazione, la sanità risulta uno dei pochissimi settori in cui l’incidenza degli infortuni femminili è superiore a quella maschile”. Questi e altri temi saranno trattati sabato 7 marzo a Ragusa in occasione del convegno sul tema “La sicurezza, al femminile nei luoghi di lavoro. Il colore della vita è dentro di noi” che si terrà a “Valle di Era”, a partire dalle 20. Ci sarà anche il presidente regionale Anmil, Nino Capozzo. Perché il tema della sicurezza, che sarà affrontato in concomitanza con la celebrazione della Giornata della donna, resta sempre di grande attualità e merita di essere analizzato da una visuale quanto più ampia possibile. “La nostra azione vede oggi – rimarca il presidente Agnello – un nuovo importante riconoscimento da parte delle massime istituzioni, di cui è prova il disegno di legge presentato dalla senatrice Silvana Amati, segretario di presidenza del Senato e componente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani. Il nostro auspicio è che gli studi da noi condotti e tutte le iniziative realizzate a livello nazionale e sui territori contribuiscano a creare una maggiore consapevolezza sociale dei diritti che dovrebbero essere garantiti a tutti i cittadini, affinché la nostra associazione riesca a far sentire la sua forza per ottenerne il loro riconoscimento. Ecco perché abbiamo aggiunto il tema “Prendersi cura di chi cura”, argomento scelto dal Gruppo donne politiche femminili di Anmil di cui faccio parte a livello nazionale. Una problematica che ha trovato subito il sostegno da parte del presidente nazionale Bettoni”.

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