Bancari contro banchieri. Sileoni: anacronistica solo posizione ABI

Contratto bancari, rottura trattative

ABI tira troppo la corda e costringe sindacati a chiamare a raccolta i lavoratori. Sileoni risponde all’ABI: “Anacronistiche e fuori dal tempo sono le pregiudiziali di Abi su Tfr e scatti d’anzianità”

“L’Abi ha perfettamente ragione: siamo “anacronistici”- così ci definiscono- i banchieri, perché difendiamo i diritti dei lavoratori, perché vogliamo garantire alla categoria un contratto di lavoro. Siamo anacronistici perché non accettiamo l’eliminazione del pagamento del Tfr e degli scatti d’anzianità, siamo anacronistici perché vogliamo rafforzare l’area contrattuale per impedire migliaia di licenziamenti nel caso di nuove aggregazioni, a seguito degli esiti degli stress test”.

Così Lando Maria Sileoni, Segretario generale della FABI, principale sindacato dei bancari, ha risposto all’Abi che ha accusato le sigle sindacali di aver assunto posizioni anacronistiche nella trattativa di rinnovo del contratto nazionale.

“Siamo anacronistici perché chiediamo una riduzione del 30% del compenso dei manager, che guadagnano una media di un milione e 900mila euro all’anno. L’Abi ha ragione: loro sono moderni ed attuali, prova ne sono i 177 miliardi di sofferenze bancarie, generate soprattutto a causa dei prestiti regalati agli amici degli amici, e i 68mila posti di lavoro tagliati dal 2000 2020. Onore al riformismo dei banchieri”.

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