Banche. Furlan (Cisl): “Ora Abi apra dialogo nell’interesse del paese”

Così il Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan sullo sciopero dei bancari. “Non si riforma il sistema bancario tagliando il costo del lavoro o riducendo ancora di più il personale senza un progetto vero di riforma che riattivi un circuito virtuoso finanza,raccolta risparmi e economia reale”.ROMA 30 gen 2015 – “E’ uno sciopero con un altissima percentuale di adesioni e di partecipazione quello di oggi dei sindacati di categoria dei bancari. Una grande giornata di mobilitazione di tante lavoratrici e lavoratori che reclamano un nuovo contratto ed un nuovo modello di banca”. Lo sottolinea il Segretario Generale della Cisl, Annamaria Furlan sullo sciopero dei bancari. ” Speriamo che ora l’Abi non faccia orecchie da mercante e riapria subito il dialogo con i sindacati, nell’interesse non solo delle banche ma anche delle famiglie, dei risparmiatori e dell’intero sistema produttivo del paese. La decisione di disdettare il contratto di lavoro è stata davvero sbagliata in una fase in cui occorre il massimo senso di responsabilità per trovare soluzioni condivise sui problemi del lavoro. Non si riforma il sistema bancario tagliando il costo del lavoro o riducendo ancora di più il personale senza un progetto vero di riforma del sistema bancario capace di riattivare un circuito virtuoso tra la finanza, la raccolta dei risparmi e l’economia reale del paese. Le scelte positive della BCE a livello europeo possono favorire lo sviluppo e nuovi investimenti in tutti i segmenti produttivi. Tuttavia, molto dipenderà proprio dalla capacità delle banche italiane di non chiudersi nel recinto dei profitti e dei dividendi, ma di saper intercettare i reali bisogno del territorio, delle piccole e medie imprese, delle famiglie, dei giovani imprenditori che vogliono investire in innovazione e ricerca. Per questo abbiamo difeso e continueremo a difendere anche il modello delle Banche popolari e cooperative. Il decreto del Governo è proprio sbagliato. Uno dei fattori scatenanti della crisi economica è stato proprio il modello di governance “oligarchica” delle banche fondata sul legame a doppia mandata tra azionisti e top management. Un patto che purtroppo ha avuto un ruolo decisivo nello sviluppo della finanza predatoria, sino alla sua esplosione nella crisi finanziaria”.

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