Bce. Cgil: “Bene Qe, ma ora cambiare politica economica per crescita e occupazione”

Roma, 23 gennaio 2015 – “Finalmente la Bce si è decisa ad intervenire veramente con l’unico strumento che può garantire una certa efficacia contro la stretta recessiva e deflattiva che sta soffocando l’eurozona”. Così il segretario confederale della Cgil, Danilo Barbi, commenta il piano sul Quantitative easing illustrato ieri dal presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che prevede un acquisto mensile di titoli di stato pari a 60miliardi di euro fino alla fine di settembre 2016.Per il dirigente sindacale, l’intervento “conferma gli errori della politica economica europea e della stessa Bce compiuti fino ad oggi” infatti, aggiunge Barbi “si è reso necessario in quanto l’economia dell’eurozona è bloccata, nonostante le false promesse dell’austerità espansiva. L’errore è sempre stato quello di sottovalutare la natura strutturale di questa crisi, rifiutandosi di programmare una vera politica espansiva”.
Il Quantitative easing varato dal consiglio direttivo dell’istituto di Francoforte, comunque, secondo Barbi “si è reso necessario, ma non sarà sufficiente a garantire la crescita e la ripresa dell’occupazione, non sarà in grado, come invece è stato per l’esperienza americana, di promuovere una politica di crescita per l’insieme dell’eurozona”.
Per il segretario della Cgil, dunque, “tocca alla Commissione Europea cambiare la politica economica, passando dall’austerità ad una politica di investimenti pubblici e privati e superando il Fiscal Campact”.

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