Cgil e Silp: “Siamo contrari alla militarizzazione delle funzioni di Polizia”

Roma, 23 luglio – “Siamo contrari alla militarizzazione delle funzioni di Polizia: allargare l’area di applicazione del Testo Unico delle disposizioni in materia di ordinamento militare non trova giustificazioni di carattere funzionale e porrebbe seri problemi sotto più profili, compreso quello costituzionale”. Così la segretaria confederale Gianna Fracassi e il segretario generale del Silp Cgil Daniele Tissone commentano il parere delle Commissioni riunite Affari Costituzionali e Difesa sull’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri, e nello specifico il consiglio rivolto al Governo di estendere a tutte le Forze di Polizia quanto previsto dal TUOM all’articolo 237. Quest’ultimo, oggi valido solo per i Carabinieri, impone di informare la superiore gerarchia sulle informative di reato, prescindendo dagli obblighi previsti dal Codice di Procedura Penale e dall’autorizzazione della Magistratura.

Per Cgil e Silp, innanzitutto, “l’estensione dell’applicabilità dell’art. 237 TUOM potrebbe risultare incompatibile con il principio costituzionale di obbligatorietà dell’azione penale e con le norme legislative che tutelano il segreto delle indagini (artt. 114 e 329 c.p.p.)”.

Fracassi e Tissone sostengono che, nel merito, la proposta delle Commissioni, “giustificata con l’opportunità di garantire un coordinamento, anche informativo, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni”, non solo non risponde a un reale bisogno, ma “rischia di porre seri problemi di coordinamento nei confronti dell’Autorità Giudiziaria, titolare dell’azione penale come stabilito dalla Costituzione”.

“L’Autorità di Pubblica Sicurezza, attraverso il Capo della Polizia, Direttore Generale della P.S., ha il compito di tutelare l’ordine e la sicurezza pubblica ovvero garantire un coordinamento efficiente e funzionale delle funzioni sul territorio” spiegano. “Non sarebbe quindi riscontrabile l’esigenza rilevata nel parere degli organi parlamentari. Ma seguire il consiglio dato sarebbe anche dannoso: è fin troppo agevole – concludono i dirigenti sindacali – scorgere il pericolo che l’efficacia delle indagini preliminari sia messa a repentaglio da incontrollabili fughe di notizie”.

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