Comitato Nazionale per il Diritto alle origini biologiche: “Richiesta approvazione in sede deliberante del DDL S.1978”. Riceviamo e pubblichiamo

Le fondatrici del Comitato Nazionale per il Diritto alle origini biologiche quali il presidente Anna Arecchia, Emilia Rosati, Virginia Volpe e il Membro del Comitato Giovanni Mangione scrivono una lettera Aperta al Presidente del Senato Pietro Grasso. Noi la pubblichiamo integralmente:Oggetto : Richiesta approvazione in sede deliberante del DDL S.1978

Egregio Presidente Pietro Grasso,
considerato che la Commissione Bilancio ha finalmente deliberato esprimendo parere favorevole circa il ddl S.1978, la Commissione Giustizia può procedere per il voto propedeutico all’ingresso in Aula.
Il ddl 1978 è fermo da ben TRENTA MESI nella Vostra Commissione. Non c’è più motivo di attendere ulteriormente per la discussione, rischiando di perdere tutto il lavoro compiuto dal 2008, ovvero da quando siamo riusciti ad ottenere i primi disegni di legge che già preannunciavano quanto poi è stato sancito dalla sentenza 278/13 della Corte Costituzionale. Sono, poi, sopraggiunte, le importantissime pronunce della Corte di Cassazione nel 2016 e, ultima, quella a Sezioni Unite, la 1946 del gennaio 2017.

Ogni giorno di ritardo sull’approvazione di questa legge, comporterà l’impossibilità a più persone di giungere all’incontro con la madre biologica. Stiamo, infatti, parlando di donne anziane, alle quali auguriamo lunga vita, ma delle quali, molto oggettivamente, dobbiamo prevederne giorno dopo giorno la morte. E’ proprio di tre giorni fa, a Napoli, il primo decreto rilasciato a una figlia che aveva richiesto di incontrare la propria madre, che reca il nome della madre deceduta. E per uno scherzo del destino, deceduta SOLO 11 mesi fa, il tempo di procedere nell’iter burocratico, inevitabilmente lento e in ritardo, a causa di una legge che ancora ci viene negata. E ancora più beffarda è stata la scoperta di venire a sapere che quella madre ha, per una vita intera, desiderato di riabbracciare la figlia che per situazioni avverse, aveva irrimediabilmente perso. A causa del ritardo del Senato a questa Madre, così come a tante altre, non è stato concesso il diritto di potersi riappacificare col proprio passato, di perdonarsi quel gesto contro natura che sono state obbligate a compiere. Esse, solo nell’abbraccio con la figlia o con il loro figlio, nel loro ultimo respiro, avrebbero potuto trovare PACE.
Chiedo, pertanto, alla Sua coscienza di attivarsi affinchè il DDL. 1978, considerati i tempi ormai ristretti, venga approvato in sede deliberante nella prossima seduta della Commissione Giustizia, per permettere che possa diventare Legge prima della fine della legislatura.

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