Il decreto assessoriale sull’attività di panificazione, la CNA territoriale di Ragusa scrive ai 12 comuni iblei

Il decreto assessoriale sull’attività di panificazione. La Cna territoriale di Ragusa scrive ai 12 Comuni iblei “Serve un’ordinanza sindacale per differire la calendarizzazione a non prima di trenta giorni. Stiamo operando per chiedere all’assessore regionale la sospensione del provvedimento”

La Cna territoriale di Ragusa ha inviato una nota ai sindaci e agli assessori allo Sviluppo economico dei dodici comuni iblei. In primo piano il decreto assessoriale del 10 ottobre scorso riguardante l’attività di panificazione. “Così come previsto dall’articolo 2 comma 4 del decreto assessoriale del 10 ottobre scorso pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione siciliana il 20 ottobre scorso – è scritto nel documento firmato dal portavoce territoriale Turismo e commercio, Roberto Adamo, dal responsabile organizzativo territoriale Turismo e commercio, Alessandro Dimartino, e dal responsabile organizzativo territoriale Agroalimentare, Carmelo Caccamo – al fine di meglio coordinare una calendarizzazione di aperture domenicali e festive delle imprese della panificazione, la Cna ritiene necessario che le amministrazioni comunali emettano transitoriamente un atto formale, cioè un’ordinanza sindacale, che differisca la calendarizzazione a non prima di trenta giorni. Nel contempo, per garantire l’opportuna distribuzione di pane e prodotti da forno alla collettività, in occasione delle imminenti festività natalizie, si disponga la libera apertura nelle domeniche e nelle festività”. La Cna ha informato i Comuni di avere avviato una serie di attività sindacali per definire, in tempi brevi, un confronto con l’assessore regionale alle Attività produttive, on. Girolamo Turano, al quale sarà chiesta la sospensione del decreto assessoriale in questione. “Lo riteniamo poco sensibile – precisano i dirigenti dell’associazione di categoria – alla valorizzazione e al consumo di prodotti genuini oltre che in assoluto contrasto con la direttiva Bolkstein”.

Print Friendly, PDF & Email