Disservizi nel portale Inps, l’Ancl invia un atto formale di diffida e minaccia denunce

E’ stato inviato il 29 ottobre l’atto di formale diffida e costituzione in mora da parte dell’Ancl Su all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Roma, 4 novembre 2015 – L’intenzione di non fare più sconti all’Inps diventa realtà: l’Ancl, il sindacato unitario dei consulenti del lavoro, ha inviato il 29 ottobre un atto formale di diffida e di costituzione in mora per i gravi disservizi che si sono verificati il 28 e 29 ottobre nella piattaforma informatica dell’ente previdenziale. E annuncia che se non verrà posto rimedio all’ormai più che frequente ripetersi dei malfunzionamenti del portale, renderà disponibile per i soci l’Ancl l’Ufficio legale del sindacato per una denuncia all’Autorità giudiziaria ed eventuale richiesta di danni.

I disservizi, si specifica nella diffida, «hanno impedito di ottenere il Durc online, il rilascio del codice aut. 4R per il regime de minimis per assunzione apprendisti, la registrazione e quindi l’attivazione di voucher Inps, e tutti gli altri servizi telematici». Dato che l’Inps ha informatizzato tutte le procedure, per i consulenti del lavoro, quali intermediari fra pubblica amministrazione e imprese, è stato impossibile svolgere in altro modo quei servizi essenziali all’ordinario svolgimento delle attività delle aziende clienti. «È pacifico che ogni inadempienza avvenuta nei giorni in cui il portale Inps non funzionava non può essere imputata alle aziende, né dovrà portare a sanzioni. L’orientamento della giurisprudenza è chiaro in questo senso», afferma il presidente nazionale Ancl Francesco Longobardi (In foto). Infatti una delle ultime sentenze al riguardo, pronunciata dal Tar Puglia a luglio 2015, afferma che «le procedure informatiche applicate ai procedimenti amministrativi debbano collocarsi in una posizione necessariamente servente rispetto agli stessi, non essendo concepibile che, per problematiche di tipo tecnico, sia ostacolato l’ordinato svolgimento dei rapporti fra privato e Pubblica Amministrazione e fra Pubbliche Amministrazioni», e che quindi «dalla natura meramente strumentale dell’informatica applicata all’attività della Pubblica Amministrazione discende altresì il corollario dell’onere per la PA di doversi accollare il rischio dei malfunzionamenti e degli esiti anomali dei sistemi informatici di cui la stessa si avvale».

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