Energia. Crociata di Tanasi (Codacons) contro il mercato libero

«Qualcuno si è mai chiesto il motivo per cui gli italiani non vogliono proprio saperne di passare al mercato libero dell’energia? Dal decreto Bersani che aprì alla concorrenza il settore sono cambiati ministri, autorità religiose e idoli calcistici. Eppure, nonostante tutto, gli italiani – testardi come muli – non hanno cambiato idea: ad oggi solo una famiglia su tre ha deciso di passare al libero mercato. Sarebbe più opportuno, quindi, utilizzare la retorica e riformulare l’interrogativo di partenza. Dunque, com’è possibile che i cittadini italiani abbiano preferito il vecchio, rigido e (a detta di tutti) superato regime di “maggior tutela” con costi fissati trimestralmente dall’Autority dell’energia elettrica, al provvidenziale, moderno e conveniente mercato libero?» A parlare è il segretario nazionale del Codacons Francesco Tanasi in merito alla norma del Ddl Concorrenza,  che prevede la fine del mercato tutelato nel settore dell’energia.

Una misura che, per forza di cose, si tradurrà in pesanti rincari per i consumatori italiani. «I clienti che sono stati convinti a passare al mercato libero spendono di più -prosegue Tanasi – Questa certezza ce la fornisce propria la stessa Autorità per l’energia. I dati, impossibili da smentire, confermano come nelle bollette degli italiani passati al mercato libero si è registrato un rincaro del 16,7%  per l’elettricità e del 7,9%  per il gas rispetto al mercato tutelato. Com’è possibile che la libera concorrenza abbia portato prezzi del servizio più alti? Gli “alfieri” del mercato libero non promettevano il contrario? Un ruolo cruciale è svolto dai servizi aggiuntivi e ad ammetterlo è proprio l’Autorità che rivela come“le offerte sono spesso caratterizzate dalla presenza di ulteriori servizi collegati alla fornitura e non presenti nei regimi di tutela“.Un meccanismo, questo, che gli utenti della telefonia, purtroppo, conoscono bene».
I problemi per gli utenti passati al mercato libero non sono relativi solo ai costi. Si devono considerare, infatti, anche i contratti attivati senza il consenso dell’utente (e che, in generale, partono all’interno di un sistema di vendita che spesso sfiora la truffa), la fatturazione di consumi vecchi di decenni e i conguagli dalle cifre esorbitanti. Nel 2016 lo sportello per i consumatori ha ricevuto quasi 45mila reclami. A giugno dello stesso anno l’Antitrust ha sanzionato per quasi 15 milioni di euro i cinque big dell’energia Acea, Edison, Eni, Enel Energia ed Enel Servizio Elettrico, proprio perché sono stati riscontrate le illegalità citate sopra.
«I cittadini, insomma, preferiscono la “maggior tutela”, ma sarà il Governo a decidere – conclude Tanasi – Il Ddl Concorrenza, se approvato senza lo stralcio del provvedimento sull’energia, obbligherà tutti gli utenti adabbandonare il mercato tutelato per sottoscrivere un contratto sul libero mercato. A sostegno di questo passaggio raccontano la solita storia: le tariffe caleranno con l’aumento della concorrenza. Ma non è vero: le nuove norme avranno effetti negativi per le famiglie e per le imprese e determineranno aggravi dei costi energetici a loro carico. Tanto che lo stesso Governo è pieno di dubbi, come si legge nelle dichiarazioni rese note alla stampa “Vogliamo evitare che il superamento del mercato tutelato comporti un aumento delle bollette”. Allora è vero! Il rischio,infatti, è che gli operatori si facciano concorrenza solo sui clienti che spendono di più, mentre per gli altri non ci sia niente da fare.Insomma, la solita storia. Ma gli italiani, stavolta, l’hanno capita benissimo».

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