Fondo Pensioni ex Sicilcassa, FABI Sicilia all’attacco

gianni di gennaro

Sicilia – 4 ottobre 2014 – Sempre più infuocata la polemica tra F.A.B.I.  il Sindacato dei bancari più rappresentativo in Italia, basti pensare che su 310.000 bancari, oltre 103.000 sono iscritti alla F.A.B.I. e i vertici del Fondo Pensioni ex Sicilcassa.

Dopo la richiesta avanzata ieri da Lando Maria Sileoni, Segretario Generale dell’Organizzazione, alla Covip, organo di vigilanza dei Fondi, oggi è la volta di Carmelo Raffa,(nella foto) Leader della Fabi in Sicilia, che torna a “tuonare” sulla vicenda.

<Vorrei precisare> dice Raffa < che l’argomento riguarda principalmente una nostra dirigente, Maria Celina D’Asta, unica candidata donna, che è scesa in campo su richiesta dell’Organizzazione, per rappresentare Ragusa, ma riguarda anche un’altra “decapitazione” clamorosa, infatti, non è stata ammessa alla competizione elettorale, neanche la lista dell’Associazione pensionati, una Associazione storica che da oltre 40 anni rappresenta le esigenze dei pensionati ex Sicilcassa. Se il trattamento riservato agli esclusi, fosse stato uguale per tutti, probabilmente lo avremmo accettato, anche se con difficoltà,  ma considerato che sono stati usati due pesi e due misure, non ci fermeremo di fronte a nulla>.

E’ opportuno ricordare che, Carmelo Raffa, rappresentante storico della Fabi siciliana e coordinatore nazionale del gruppo Unicredit, gruppo che ha accorpato l’ex Sicilcassa e l’ex Banco di Sicilia, sulla vicenda aveva preannunciato “ferro e fuoco”.

< Il nostro Segretario Sileoni> continua Raffa < ha definito alquanto strana la determinazione assunta dalla commissione elettorare, per cui è stata esclusa la nostra dirigente, nonostante avesse i requisiti richiesti per la candidatura, inoltre è l’unica “quota rosa” candidata e rappresenta una provincia che ha una consistente rappresentanza, non solo tra i lavoratori attivi, ma anche tra i pensionati. Mi sembra e ci sembra inopportuna, affrettata e priva di buon senso, la decisione assunta; se si facesse prevalere il buon senso, l’attuale Cda, a mio parere, dovrebbe bloccare la macchina elettorale, rivedere le posizioni e consentire, sia alla nostra candidata, sia a quelli della lista pensionati, di essere presenti alla competizione elettorale>.

A questo punto chiediamo a Raffa, cosa potrebbe accadere se il buon senso, così come auspicato, non dovesse prevalere.

< Ne prenderemo atto> dice il leader siciliano < con la considerazione che, alla democrazia si antepone il mantenimento della “sedia”, e non escludo l’ipotesi che a quel punto potremmo  chiedere il “commissariamento del Fondo>.

Dichiarazioni quelle di Raffa, che non lasciano spazio ad interpretazioni.

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