Incontro sulla vicenda dell’accorpamento della CCIAA di Siracusa con quella di Catania e Ragusa

Protagonisti del nostro territorio. La Camera di Commercio al centro del sistema produttivo locale.

Governo Regionale e Nazionale, Parlamentari Nazionali e Regionali, Sindaci

SIRACUSA – La vicenda degli accorpamenti delle Camera di Commercio in Sicilia ha inizio dalla riduzione del diritto camerale, approvato dal Governo Renzi nel 2014 nell’ambito dei provvedimenti finalizzati al riordino della Pubblica Amministrazione.
Al fine di superare la conseguente crisi funzionale del sistema camerale e avviare così economie di scala Unioncamere Nazionale propone, all’inizio del 2015, di avviare accorpamenti di camere con una dimensione territoriale pari a 120 mila imprese, riducendone fortemente la presenza sui territori.
Solo poche Camere in Italia seguono l’invito. Unioncamere Sicilia, per la particolare situazione dovuta al fatto che le camere non hanno fondo pensionistico, propone di accorpare volontariamente le nove camere di commercio dell’Isola, riducendole inizialmente a tre (Palermo-Trapani-Caltanissetta, Messina-Catania-Ragusa-Siracusa e Agrigento-Enna) per poi diventare quattro con la separazione di Messina.
Tale soluzione, frutto di una situazione contingente, non teneva conto però delle reale esigenze dei territori, costretti di fatto ad accorpamenti disomogenei, frettolosi e improvvisati.
Ad agosto del 2015 viene emanato il decreto del MISE di accorpamento delle camere di catania-Ragusa e Siracusa e a Settembre dello stesso anno iniziano le procedure di accorpamento così come previsto da Unioncamere; a percorso avviato però arriva la Legge Delega c.d. Madia,prevista dall’art.10 della legge 7/8/2015 n°124, su riordino delle funzioni delle Camere di Commercio con la quale il Governo è delegato, entro dodici mesi (con scadenza a ottobre 2016) ad emanare le norme attuative su questi principi e criteri direttivi: accorpamento con dimensione minima di 75mila imprese in luogo del precedente limite di 120mila, maggiore attenzione ai territori alla salvaguardia dei servizi, nuove e importanti funzioni tra le quali la digitalizzazione, il Suap, formazione politiche attive sul lavoro, programmazione ecc. ma soprattutto l’obbligo di una rappresentanza equilibrata negli organi camerali, tradotta in sostanza con la necessità di non far prevalere in nessun caso un territorio sull’altro; fondamentale è infine anche la modifica dei criteri di elezione alle cariche camerali che diventano adesso più selettivi e rigorosi e la gratuità degli incarichi.
Ma non è tutto: a seguito della nuova Legge Delega infatti quasi tutte le Camere di Commercio in Italia bloccano le procedure di accorpamento volontarie ed aspettano le norme attuative della legge Madia; la Camera di Siracusa ad esempio può scegliere, secondo le nuove direttive, sia di stare con Catania e Ragusa sia di accorparsi esclusivamente con Ragusa. Inoltre, visti i numeri e considerate le nuove opportunità proposte potrebbe anche, volendo, restare da sola, così come le Camere delle città metropolitane o dei territori montani, purché economicamente sostenibili.

Il sistema produttivo di Siracusa è a livello di eccellenza in tutti i suoi settori,e le imprese ed i lavoratori che ne sono elementi fondanti e qualificati, non possono essere mortificati e sacrificati per soddisfare piccoli interessi personali.
I sottoscrittori della presente non sostengono singole persone o specifici interessi,ma il sistema produttivo locale, di cui la Camera di Commercio è il centro, e sostiene le eccellenze del nostro territorio che è di più e ben oltre la becera rappresentazione che qualcuno vuole dare .
Il nostro sistema produttivo fatto , sorretto da un sistema di infrastrutture di prim’ordine (escluse le ferrovie che vanno innovate) con ben due porti nella stessa provincia che fanno parti delle Reti Europee Ten T con Augusta che appartiene al livello CORE e Siracusa a livello globale(nessun altra presenza è così di valore in altre città d’Italia.Della Sicilia neanche a parlarne).
Infrastrutturazioni che ancorché da sviluppare è meglio organizzare ,permettono alla provincia di essere tra le prime d’Italia per merci spedite all’estero.
Tra le infrastrutture sono da contare anche quelle di servizio che garantiscono sviluppo e sostenibilità nel tempo che pochi altri territori hanno ,basta pensare al rifornimento idrico grazie al biviere di Lentini e l’impianto di depurazione reflui industriali e d urbani tra i più grandi ed efficienza d ‘Europa.

Nonostante ciò la costituenda Camera di Commercio mortifica il territorio di Siracusa eliminando la rappresentanza del settore “Commercio Estero “solo perché a Catania è quasi assente.
Non si sta giocando una partita di calcio .E’ in gioco lo sviluppo di un intera area dalle grandi potenzialità in tutti i settori.
In tale ottica ,per primi, abbiamo pensato alla costituzione di un’area vasta per la Sicilia Orientale.L’idea nata a Siracusa ,poi esportata altrove,doveva essere un accordo di tipo pattizio dove ogni singolo territorio partecipava con le proprie caratteristiche per esaltarne gli aspetti positivi e ridurre le vulnerabilità ,nel rispetto delle regole e con obiettivi di crescita comune che però si sono rivelati un grande imbroglio, un confronto con chi fa del disprezzo delle regole la missione prioritaria del proprio agire.

Appurato dunque che il modello di accorpamento previsto da Unioncamere non risponde né ai principi della legge Madia né alle logiche territoriali, preoccupante è stata e continua ad essere, per certi versi, anche la condotta fin qui svolta dal Commissario ad acta nominato per l’unificazione, il dottor Alfio Pagliaro. Il Commissario inizia infatti le procedure senza coinvolgere il Consiglio Camerale in carica, organizzando volutamente la corsa ai seggi in maniera assolutamente scorretta e tale da falsare il risultato finale, non rispetta le regole e le normative del Mise e di Unioncamere, omette persino di fare i dovuti controlli sulle imprese e sulle associazioni. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con associazioni fasulle segnalate su Siracusa e Catania con migliaia di imprese socie e decine di imprese che disconoscono l’adesione a quelle associazioni sul territorio aretuseo e catanese. Come naturale conseguenza a queste irregolarità vengono presentati numerosi ricorsi alla Regione, al Ministero, al Tar e alla Magistratura.

In considerazione di quanto esposto, ed anche in riferimento alla nota del MISE a firma del Direttore Dott. Vecchio che dice “ la revoca della Camera di Siracusa costituisce comunque un fatto nuovo che potrebbe in astratto essere oggetto di considerazione ai fini di un eventuale riesame in autotutela delle determinazioni fin qui assunte, ove tele ipotetica esigenza trovasse conferma in ulteriori diversi elementi ed in una più complessiva rivalutazione dell’intera vicenda da parte dell’amministrazione regionale” le sottoscritte associazioni intendono con l’incontro di oggi coinvolgere tutto il territorio a cominciare dai Sindaci sui cui territori lavorano e producono le migliaia di imprese e poi la rappresentanza dei Deputati regionali e nazionali, oltre alle associazioni, agli ordini professionali per chiedere al Parlamento Siciliano, al Governo Regionale e al Governo Nazionale quanto segue:

  1. la sospensione, a seguito della legge Madia, di tutti gli accorpamenti in Sicilia così come avvenuto nel resto d’Italia, in attesa dei relativi decreti attuativi e avvio di un confronto sul posizionamento delle camere sui territori siciliani;
  2. l’invio del più volte annunciato “Super Commissario” da parte della Regione Sicilia al fine di rivedere e verificare nel dettaglio le procedure di accorpamento irregolari e non trasparenti messe in atto dal commissario Pagliaro;
  3. che la Regione Sicilia, Commissione attività produttive (dopo l’audizione già in calendario) e Presidenza, si faccia carico di un incontro al MISE e in Conferenza Stato/Regioni per prendere atto della decisione di revoca della delibera di accorpamento con Catania e Ragusa assunta dal consiglio camerale di Siracusa in data 16/06/2016, organo democraticamente eletto e, nel momento della decisione, nel pieno delle sue funzioni.

Infine, il 25 luglio 2016, si terrà l’assemblea dei soci Sac che dovrà valutare sia l’ipotesi di privatizzazione sia la nuova governance dell’Aeroporto di Catania.
Il territorio di Siracusa, attraverso il Libero Consorzio dei Comuni e la Camera di Commercio possiede due quote della Società e non può, in nessun caso, essere ignorato o sottostimato.
Mentre non appare di alcun interesse qualunque discorso legato alle poltrone o agli incarichi, si ritiene imprescindibile la necessità di non lasciare inascoltate le esigenze di un territorio importante e strategico come quello di Siracusa.
Nell’ipotesi di approvazione della privatizzazione poi le eventuali risorse derivanti dall’operazione potrebbero, con assoluta tranquillità, garantire l’autonomia e la sostenibilità economica della Camera di Commercio di Siracusa, incluso il mantenimento degli ex funzionari e dirigenti in pensione, rispettando così gli oltre 150 anni di storia dell’ente camerale aretuseo.

Le associazioni:
CONFINDUSTRIA, CNA, SICILIA IMPRESE, CONFARTIGIANATO, CLAAI, CONFAGRICOLTURA, CIA, CONFESERCENTI, ASSOIMPRESE, CONFCOOPERATIVE, LEGACOOP, AGCI CISL, UIL, UGL, UNIONE CONSUMATORI, ORDINI PROFESSIONALI

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