L. Stabilità, Condorelli: “Parlamentari del Sud battano un colpo”

Roma, 3 dic 2014 – “E’ necessario che i tanti politici meridionali presenti in Parlamento in tutti gli schieramenti promuovano azioni che rimettano al centro dell’agenda di governo il Mezzogiorno, quindi il loro territorio di appartenenza, di cui evidentemente si dimenticano, perché senza il rilancio del Sud tutto il Paese rischia di affondare”. E’ l’appello del dirigente confederale dell’Ugl, Giovanni Condorelli, il quale spiega che “l’esecutivo finge di interessarsi ai problemi del Meridione, con i tour del Premier e i soliti annunci di promesse ed impegni, ma poi nel concreto non fa nulla per garantire alle Regioni del Sud un pareggio delle opportunità ed un riequilibrio territoriale, anzi, come previsto dalla Legge di Stabilità licenziata alla Camera, che ridimensiona anche i fondi strutturali destinandoli ad altri scopi, penalizza ancora di più chi già è in difficoltà”.
Per il sindacalista “serve a poco visitare le poche realtà produttive ancora funzionanti nel Mezzogiorno d’Italia senza una vera proposta di sviluppo, senza garantire le risorse necessarie ad una ormai indispensabile modernizzazione delle infrastrutture e, soprattutto, senza un progetto di rilancio per l’occupazione, in particolare dei giovani”.
Indicativo è il caso della Sicilia, le cui province sono collocate agli ultimi posti per vivibilità e disagio sociale. Nell’isola si raffina il 40 per cento del petrolio, si sopportano i costi dei danni ambientali e di salute per i cittadini, ma il gettito fiscale delle imprese che operano nel settore finisce al Nord, dove hanno sede legale. Inoltre, con l’articolo 36 dello Statuto in materia di entrate tributarie, la Sicilia garantisce alle casse dello Stato un introito di circa 8 miliardi di euro che se restassero nel territorio potrebbero essere investiti per far ripartire la crescita e creare nuovi posti di lavoro. La classe politica – conclude Condorelli – dovrebbe avere il coraggio di intervenire anche su questi temi per dimostrare che il Mezzogiorno è davvero tenuto in seria considerazione”.

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