Lavori pubblici, ingegneri Catania: «Progettazione di qualità grazie allo strumento del Bim»

Convegno organizzato da Ordine e Fondazione di Catania e Dicar Unict. Ingegneri, «spazio ai nuovi strumenti di progettazione innovativa per una maggiore qualità dei lavori pubblici»

Approfondimento sul metodo collaborativo del Building Information Modeling

CATANIA – Progettare edifici e infrastrutture secondo una visione integrata dei sistemi che li compongono: tutto questo è il Building Information Modeling (Bim), un metodo che pone le basi per la collaborazione di tutti gli attori del processo di progettazione. Argomenti che sono stati approfonditi al convegno organizzato dall’Ordine e dalla Fondazione Ingegneri di Catania in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura – Dicar dell’Università etnea. L’evento, tenutosi ieri 9 maggio 2016, ha registrato una massiccia partecipazione di professionisti che hanno affollato l’aula magna della Didattica della Cittadella Universitaria: «È un segno importante – ha commentato il presidente dell’Ordine Santi Maria Cascone – c’è grande interesse verso questa nuova frontiera della progettazione, anche alla luce dei nuovi riferimenti normativi come il Codice degli appalti, il quale riconosce al Bim un ruolo importante nella valutazione della qualità generale del progetto. Si tratta di un nuovo modo di pensare l’opera, prendendo in considerazione più dimensioni oltre quelle spaziali: vengono inseriti infatti i dati e le informazioni relative alle componenti energetiche, alla sicurezza strutturale, passando per i costi di manutenzione e i tempi di realizzazione fino alla dismissione totale o parziale degli edifici. Il nostro Ordine è in prima linea su questi temi poiché riteniamo che nel nostro territorio occorra stimolare questo avanzamento di competenza – ha concluso – abbiamo seguito la relazione “Il Bim e la rappresentazione infografica nel processo edilizio” a cura di Massimiliano Lo Turco, docente del Politecnico di Torino, fra i maggiori esponenti del settore su scala nazionale». Il direttore del Dicar Enrico Foti ha aggiunto che «l’iniziativa s’inserisce nelle attività portate avanti in collaborazione con l’Ordine degli Ingegneri e all’interno dell’attività didattica del Dipartimento, che prevede anche workshop dedicati al tema. Stiamo inoltre mettendo in cantiere dei laboratori permanenti su questi strumenti innovativi affinché i nostri laureati siano in grado di utilizzare la metodologia Bim, un sistema di rappresentazione che diviene strumento di gestione per tutta la durata della vita utile dell’opera».

Al convegno hanno preso parte Corrado Fianchino e Annalisa Greco presidenti dei Corsi di studio in Ingegneria Edile-Architettura e Ingegneria Civile e Ambientale, mentre la relazione introduttiva è stata affidata alla ricercatrice dell’Ateneo Cettina Santagati, la quale ha illustrato gli scenari di riferimento dei sistemi di rappresentazione multi dimensionale. A seguire ha preso la parola il prof. Lo Turco: «La normativa europea – ha ribadito il giovane esperto – ha già recepito il modello e lo sta applicando con linee guida internazionali. Anche il nostro Paese si sta muovendo in tal senso, è quindi essenziale che i professionisti e gli studenti siano al passo coi tempi per essere competitivi anche nel mercato globale».

All’incontro erano presenti: il vicepresidente della Scuola Superiore di Formazione per l’Ingegneria Carmelo Maria Grasso, l’ingegnere capo del Genio Civile di Catania Salvatore Gabriele Ragusa, l’ingegnere capo della Città metropolitana di Catania Giuseppe Galizia.

In foto, nel tavolo, da sx: Fianchino, Greco, Foti, Cascone, Santagati, Lo Turco

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